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Morta dopo intervento di vene varicose, una condanna e un'assoluzione

Tre mesi e venti giorni di reclusione per il medico di base Salvatore Bona, scagionato il chirurgo vascolare Biagio Di Stefano

Morta dopo un semplice intervento in ambulatorio perché il suo medico di base, “sebbene prontamente avvisato dei sintomi”, avrebbe sottovalutato le conseguenze dell’operazione: il giudice dell’udienza preliminare Luisa Turco ha condannato il medico di base di Naro, Salvatore Bona, 67 anni, imputato per la morte di una donna di 74 anni, Grazia Tedesco, deceduta il 6 novembre del 2014 per uno shock settico, successivo a una banale operazione ambulatoriale per le vene varicose. La pena decisa nei suoi confronti, per l’accusa di omicidio colposo, è di tre mesi e venti giorni di reclusione. Assoluzione, invece, per il secondo imputato. Si tratta del chirurgo vascolare di Catania, Biagio Di Stefano, che collaborò all'intervento eseguito nello studio di Bona. Lo stesso pubblico ministero Chiara Bisso, all’udienza precedente, aveva chiesto l’assoluzione per Di Stefano e la condanna a un anno e quattro mesi per Bona.

I due medici (difesi dagli avvocati Angela Porcello e Franca Auteri che, dopo la requisitoria, avevano illustrato le loro arringhe) sono finiti a processo con l'accusa di avere sottovalutato i sintomi di uno shock settico nonostante la donna li avesse contattati più volte manifestando chiari segnali di allarme che andavano in quella direzione. 

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