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Giovedì, 20 Giugno 2024
Tribunale amministrativo / Montallegro

Impianto per trattamento e recupero di frazione organica: è "scontro" fra Comune e Catanzaro Costruzioni

Il Municipio ha impugnato il provvedimenti autorizzativi ottenuti dall'azienda, censurando il mancato rispetto della distanza minima di 3 chilometri tra il realizzando impianto e il centro abitato

Nuovo impianto integrato per il trattamento e recupero di frazione organica da raccolta differenziata a Montallegro. E' "scontro" - dinanzi al Tar Sicilia - fra Comune, nella persona del sindaco Giovanni Cirillo, con il patrocinio dell'avvocato Girolamo Rubino, e la Catanzaro Costruzioni. 

Il Municipio di Montallegro - secondo quanto rende noto l'avvocato Girolamo Rubino - ha impugnato il provvedimenti autorizzativi ottenuti dalla Catanzaro Costruzioni per la realizzazione dell'impianto integrato, censurando, tra l’altro, il mancato rispetto della distanza minima di 3 chilometri tra il realizzando impianto e il centro abitato. Il Comune ha invocato anche la verificazione delle distanze eseguita dal Genio civile di Agrigento, su richiesta della giunta regionale, nella quale viene accertato che l’impianto dovrebbe sorgere a soli 2.550,89 metri.

Il Tar Palermo ha ritenuto necessario “che l’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità e l’assessorato regionale Territorio e ambiente rendano documentati chiarimenti in merito alle censure mosse dal Comune, in merito alla distanza tra l’impianto e il centro abitato del Comune di Montallegro". L'udienza di merito è stata fissata per il 7 giugno 2023.

La Catanzaro Costruzioni ha, nel frattempo, proposto ricorso incidentale sostenendo, in particolare, la asserita illegittimità della delibera commissariale del 30
del 21 giugno 2021 con la quale è stata adottata la perimetrazione del centro abitato di Montallegro. La Catanzaro Costruzioni - sempre secondo quanto ha reso noto l'avvocato Rubino - ritiene che il Comune di Montallegro abbia adottato una perimetrazione del centro abitato più estesa di quella ritenuta consona dall’impresa. Nel corso del giudizio, tuttavia, il Comune di Montallegro ha comunque ribadito che l’impianto della Catanzaro non rispetterebbe la distanza di 3 chilometri dal centro abitato anche dove si prendesse in considerazione la perimetrazione ipotizzata dall’impresa proponente.

L’ultima parola sulle questioni dedotte dal Comune e dalla Catanzaro Costruzioni spetta comunque al Tar Palermo.

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