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Giovedì, 19 Maggio 2022
I controlli

"Montagna" di eternit vicino a Punta Bianca: sequestrata l'area, avviate le indagini

I militari dell’Arma sono a “caccia” di quanti hanno utilizzato quel terreno per liberarsi di mobili, elettrodomestici, materiali edili di risulta e, soprattutto, lastre di eternit

I carabinieri ci provano. Lo fanno da anni ormai e non sembrano intenzionati ad indietreggiare di un solo passo. Anzi vogliono continuare a prevenire e reprimere i reati ambientali, motivo per il quale nelle ultime ore è stata posta sotto sequestro una nuova discarica di rifiuti speciali. Un immondezzaio composto per la maggior parte da eternit. E lo hanno fatto a Punta Bianca, in un’area dal grande valore naturalistico.

La “montagna” di rifiuti – eternit soprattutto, appunto, - era a pochi metri dal poligono di tiro di Drasy. I militari dell’Arma si sono accorti del pericoloso immondezzaio durante un ordinario giro di controlli sul territorio. Sono stati subito apposti i sigilli e, da ieri, ufficialmente, i militari dell’Arma risultavano essere a “caccia” di quanti avevano utilizzato quel terreno per liberarsi di mobili, elettrodomestici, materiali edili di risulta e, soprattutto, lastre di eternit. E proprio da quella spazzatura qualcosa, qualche indizio o elemento investigativo per identificare i proprietari, potrebbe essere stato già ricavato. Sulle indagini avviate per risalire ai responsabili dell’abbandono dei rifiuti c’è silenzio categorico, ma non può escludersi che già siano stati acquisiti indizi importanti. Negli ultimi anni, non soltanto il Centro Anticrimine Natura continua a mettere a segno sequestri su sequestri di immondezzai. Anche i militari delle varie stazioni sono sistematicamente al lavoro per cercare di fare in modo che l’ambiente circostante non soltanto sia decoroso, ma anche salubre. Perché ci sono discariche – quelle che inglobano rifiuti speciali e pericolosi, come la “montagna” di eternit scoperta nel caso di zona Drasy – che veramente, sotto lo sguardo indifferente di tutti, possono trasformarsi in una minaccia per la salute pubblica. Come sempre avviene in questo genere di casi, l’area posta sotto sequestro dovrà essere – necessariamente e rapidamente – bonificata. E non soltanto per rimuovere una “macchia” di inciviltà nei pressi di una zona dal grande valore naturalistico, ma anche e soprattutto per evitare possibili danni all’ambiente e alla salute pubblica degli agrigentini e di quanti sono soliti frequentare quelle location.

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