Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

"Non accusò falsamente di brogli due ingegneri", assolto Arnone

L'avvocato ed ex esponente politico ambientalista era accusato di calunnia ai danni dei professionisti che avevano realizzato il progetto per il depuratore: prosciolto anche, in un altro processo, dall'accusa di molestie a un barista

Due assoluzioni in poche ore per l'avvocato Giuseppe Arnone che, come reso noto dal suo legale Daniela Principato, è stato prosciolto, in due distinti processi, dalle accuse di calunnia e molestie ai danni, rispettivamente, di due ingegneri e di un barista.

La prima sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del tribunale di Palermo, Marina Minasola, ed era relativa ad una querela che gli ingegneri agrigentini Vincenzo Rizzo e Giovanbattista Platamone, costituiti parte civile con l'assistenza degli avvocati Nino Mormino e Teodoro Caldarone, avevano presentato nei suoi confronti. 

La vicenda scaturiva dal processo sulle presunte irregolarità nel progetto del depuratore del Villaggio Peruzzo in cui Rizzo e Platamone furono imputati e sono stati definitivamente assolti.

Nell'ambito di quel procedimento, l'avvocato Arnone, quale legale della parte civile Legambiente, aveva sostenuto che era stato manomesso da ignoti il verbale dell'udienza del 19 dicembre 2003 davanti al tribunale di Agrigento, inserendo all'interno del verbale una sentenza del Tar di Catania che non era mai stata nè prodotta nè presentata nè tantomeno acquisita.

"Il pubblico ministero, nel chiedere l'assoluzione dell'avvocato Arnone - ha reso noto l'avvocato Principato, che ha difeso Arnone insieme al collega Francesco Menallo, con una nota indirizzata agli organi di stampa -, ha pure evidenziato le falsità che emergevano dalle testimonianze degli ingegneri Rizzo e Platamone, chiedendo al giudice la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica". 

La difesa di Arnone si è associata preannunciando anche la citazione civile per danno per falsa testimonianza e calunnia a carico di Rizzo, Platamone e dell'ingegnere Sebastiano Di Francesco, ex dirigente del Comune che ha deposto come teste. 

Nel pomeriggio di ieri la sentenza che ha assolto l'avvocato Arnone con la formula "il fatto non costituisce reato". 

Un'altra assoluzione, emessa dal giudice monocratico di Agrigento Antonio Genna, è relativa all'accusa di molestie ai danni del titolare del bar di fronte al tribunale che lo aveva denunciato per molestie in seguito all'esposizione, dal balcone dello studio legale di Arnone, proprio sopra l'ingresso del bar che allora era gestito dall'uomo che lo ha querelato, di un pittoresco manifesto che mostrava l'ex procuratore Renato Di Natale e l'ex aggiunto Ignazio Fonzo con il cappello di Pinocchio.

Arnone, che in questo procedimento è stato assistito solo dall'avvocato Daniela Principato, è stato scagionato con la formula "il fatto non sussiste".

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