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Minori stranieri non accompagnati, 16 comuni agrigentini siglano accordo

Per quanto riguarda il 2016 gli Enti potranno stipulare convenzioni dalle quali risulti che non sono committenti del servizio, ma si limitano a fare da "tramite" tra Stato, Regione e Cooperative

Sedici sindaci di Comuni dell’Agrigentino hanno sottoscritto un accordo sulla presa in carico dei minori stranieri non accompagnati (Mnsa) stabilendo di stipulare transazioni con le singole cooperative  per definire la situazione economica fino al 31 dicembre 2015 liquidando gli importi appositamente concessi (45 euro a persona al giorno) e stabilendo per il 2016 convenzioni dalle quali i Comuni risultino tramite tra Stato, Regione e Comunità Alloggio e non committenti del servizio.

La questione nasce dal fatto che la Regione siciliana non ha erogato la somma di circa 30 euro procapite al giorno relativa alle rette, provocando gravi problemi alle cooperative e conseguentemente agli Enti. I sindaci hanno stabilito per quanto riguarda il 2015 di stipulare apposite transazioni con le cooperative assicurando il pagamento di quanto corrisposto dallo Stato e impegnandosi a liquidare eventuali altri fondi che dovessero essere appositamente erogati dalla Regione.

Per quanto riguarda il 2016 stipulare convenzioni dalle quali risulti che l’Ente non è il committente del servizio ma che si limita a fare da tramite tra Stato, Regione e Cooperative. Pertanto le cooperative dovranno fatturare 45 euro a minore che saranno liquidate dal Comune che corrisponderà poi eventuali altri importi che potrebbero essere concessi esclusivamente per tali ricoveri dallo Stato o dalla Regione.

E’ stato altresì convenuto che i Comuni che lo riterranno opportuno potranno citare in giudizio la Regione per avere tempestivamente assegnati i fondi fin qui non corrisposti.
«Da diversi anni il Comune di Agrigento sopporta impropriamente un costo annuo di circa 2 milioni e 500 mila euro per i minori non accompagnati ospitati nelle varie Comunità – dice il sindaco Lillo Firetto – che gravano sulle tasche degli agrigentini i quali si trovano ad affrontare un’emergenza che è nazionale e non cittadina».   


 

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