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"Lampedusa dall'orizzonte in poi", Claudio Amendola: emozione fortissima

Questa sera in prima serata il film che ripercorre il fenomeno dell'immigrazione. La miniserie è stata scritta dal regista Marco Pontecorvo

Questa sera Lampedusa sarà ancora una volta sotto i riflettori. L’Isola torna sul piccolo schermo. Su Rai 1 due puntate dedicate al fenomeno dell’immigrazione, uno dei drammi più vividi della storia recente. "Lampedusa, dall'orizzonte in poi".

E' questo il titolo della fiction, che andrà in onda in prima serata. L'opera è stata scritta dal regista Marco Pontecorvo. Gli attori principali del film sono Claudio Amendola nei panni di Marco Serra, maresciallo della Guardia Costiera, e Carolina Crescentini, in quelli di Viola, direttrice combattiva del Centro di prima accoglienza dell’isola. 

"Per me è stata un’esperienza fortissima - ha detto Amendola ai microfoni di 'Porta a Porta'. E’ stato un onore incontrare queste persone, gente che protegge i nostri mari. Quando sono arrivato a Lampedusa ho capito che c’è una grande disinformazione sul caso. Era il momento un cui si dipingeva quell’Isola come un posto invaso da migranti, ma non è cosi. C’è un’enorme protezione dei lampedusani e dei turisti. C’è un sentimento di apertura ma anche di grande accoglienza. La nostra storia è ambientata nel 2010".

Nel film Carolina Crescentini: "Interpreto, una donna forte che lavora in un centro accoglienza a Lampedusa. Tutte le persone che sono lì dentro a lavorare sono davvero uniche. Ho pianto in mezzo a quei bambini".

A presentare la fiction, all'interno della sua trasmissione è stato Bruno Vespa. "Porta a porta" ha dedicato uno speciale, in studio il comandante della motovedetta CP312 della Guardia costiera Raffaele Faggiano: "I soccorsi sono effettuati in acque internazionale. In alcune situazioni di particolari emergenza ho avuto a bordo 180 persone. Ricordo bene quella giornata,  presi tante persone a bordo per alleggerire un barcone con più di 700 persone. I bambini? Hanno paura. Hanno una reazione diversa rispetto agli adulti. Forse le uniformi gli ricordano quelli della Libia. A bordo cerchiamo di rassicurarli, facciamo dei palloncini con i guanti, poi si rendono conto che sono al sicuro".

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