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Il provvedimento

Sottoposto alla libertà vigilata crea danni e minaccia di morte il titolare del bar: casa lavoro per il 35enne

Il magistrato di Sorveglianza ha proceduto alla dichiarazione di "aggravamento della già valutata pericolosità sociale"

Era stato dichiarato "delinquente abituale" e per questo sottoposto alla libertà vigilata dall'inizio dello scorso gennaio. Ma della misura di sicurezza - stando a quanto è risultato dagli interventi e dalle relazioni di polizia e carabinieri - se n'è di fatto infischiato. Ed è per questo che il magistrato di sorveglianza Walter Carlisi dichiarando "aggravata la pericolosità sociale" ha disposto di sottoporre per due anni il 35enne agrigentino G. S. alla misura di sicurezza della casa di lavoro. E il giovane è stato trasferito a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese. Ad eseguire il provvedimento sono stati gli agenti della sezione Volanti della questura di Agrigento. 

Di fatto, si tratta di un aggravamento della misura di sicurezza della libertà vigilata disposta dal magistrato di Sorveglianza. 

A partire da fine febbraio, polizia e carabinieri hanno relazionato su diverse violazioni alla libertà vigilata. Violazioni che hanno portato il magistrato di Sorveglianza a ritenere che "la libertà vigilata non fosse più idonea a contenere la pericolosità sociale" dell'agrigentino che è difeso dall'avvocato Davide Casà.

Nonostante fosse sottoposto alla libertà vigilata, il trentacinquenne avrebbe tenuto un comportamento violento con la sua convivente, tant'è che a suo carico è stato disposto il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna; avrebbe cambiato a suo piacimento, senza darne comunicazione, domicilio e avrebbe - il 6 marzo scorso - danneggiato un bar di Porto Empedocle e aggredito e minacciato di morte il titolare dell'esercizio commerciale. In quella specifica circostanza, assieme a un altro, l'agrigentino avrebbe consumato, e offerto ad altri avventori, pezzi di tavola calda e bevande alcoliche, senza pagare e poi avrebbe provocato danni al bar, allontanandosi prima dell'arrivo dei carabinieri. Il tutto, in questo caso, allontanandosi da Agrigento dove avrebbe dovuto stare e facendolo di notte, senza rispettare dunque le prescrizioni imposte dalla libertà vigilata. Ed è, dunque, sulla base dei comportamenti del 35enne e delle violazioni delle prescrizioni della libertà vigilata che il magistrato di Sorveglianza ha proceduto alla dichiarazione di "aggravamento della già valutata pericolosità sociale". Secondo il giudice "la misura di sicurezza non detentiva applicata è risultata inidonea". E quindi si è arrivati alla misura della casa di lavoro per due anni. Un provvedimento, siglato dall'ufficio Esecuzioni penali, che è stato eseguito dai poliziotti della sezione Volanti della questura che hanno accompagnato l'uomo all'istituto penitenziario di Barcellona Pozzo di Gotto.      

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