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L'arresto di Taher Mouhamed Ahmed

L'arresto di Taher Mouhamed Ahmed

"Migranti sequestrati, torturati e uccisi se non veniva pagato il riscatto", chiesto ergastolo per un 25enne

L'uomo avrebbe fatto parte di un'organizzazione criminale che imprigionava gli stranieri e li rilasciava solo quando erano arrivati i soldi della traversata

Cinquemila dollari come prezzo del riscatto per la liberazione: se familiari o amici dei "reclusi" non pagavano, i migranti venivano torturati fino alla morte. Se, invece, arrivavano i soldi c'era il via libera alla traversata alla volta di Lampedusa.

Il pubblico ministero della Dda di Palermo, Giorgia Spiri, ha chiesto la condanna all'ergastolo di Taher Mouhamed Ahmed, 25 anni, detto "Mohamed il somalo". L'uomo era stato arrestato dalla squadra mobile nel giugno del 2017 con l'accusa di essere un componente dell'organizzazione che teneva imprigionati cittadini di varie nazionalità che volevano fuggire dall'Africa e raggiungere l'Italia. I poveri migranti sarebbero stati sequestrati in una prigione nel deserto libico e sottoposti a indicibili torture con bastoni e tubi di gomma. 

Il pm ha chiesto la condanna al carcere a vita per i reati di associazione a delinquere, sequestro di persona a scopo di estorsione e tratta di esseri umani. Assoluzione per l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il difensore dell'imputato, l'avvocato Douglas Duale, illustrerà la sua arringa il 12 luglio e, subito dopo, la Corte si ritirerà in camera di consiglio ed emetterà il verdetto. 

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