Migranti, Musumeci contro il giudice che ha sospeso l'ordinanza: "Era consulente di Zingaretti"

Per il presidente della Regione il "governo usa magistrati compiacenti, ma non ci facciamo intimidire". Replica dell'Associazione magistrati amministrativi: "Toni inaccettabili, la dottoressa Quiligotti è stata pure consulente giuridica del ministro della Lega Calderoli"

Il governo ha impugnato la nostra ordinanza al Tar con un magistrato che non appare al di sopra di ogni sospetto. Qualcuno dice, ma è una 'malalingua', che è stato consulente del presidente Zingaretti, che è il capo del partito più importante al governo. Noi, naturalmente, andiamo avanti perché, al di là dei marchingegni e dei bizantinismi giuridici, siamo convinti di essere dalla parte della ragione perché stiamo combattendo una battaglia di civiltà a difesa della salute di chi si trova in Sicilia: non soltanto dei siciliani, ma anche di quei migranti che vengono trattati come se fossero oggetto da speculazione e invece sono esseri umani, sui quali finora i buonisti, i preti 'spretati', i cosiddetti volontari che si battono i pugni sul petto si sono sempre voltati dall'altra parte".Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in un video in cui torna sulla sospensiva decisa dal Tar in merito alla sua ordinanza che prevedeva lo sgombero degli hotspot per migranti nell'Isola. I giudici amministrativi hanno accolto la richiesta di sospensiva avanzata dal governo centrale, scatenando una polemica politica a livello nazionale.

Sgombero degli hotspot, il Tar sospende l'ordinanza di Musumeci

Musumeci getta benzina sul fuoco: "Finalmente abbiamo denunciato una amara realtà e di fronte a questa denuncia il governo nazionale fa finta di non capire e utilizza i magistrati compiacenti. Noi andiamo avanti, stiano tranquilli, e non ci fermiamo perché dalla nostra parte c'è la gente che ha il coraggio delle proprie scelte e che, come me, non intende arrendersi. Roma lo sappia, se ne sono capaci vincano questa battaglia, ma la vincano con la forza della ragione, non con la ragione della forza".

Secondo l'Associazione nazionale dei magistrati amministrativi (Anma), le dichiarazioni contro il decreto della giudice Maria Cristina Quiligotti "hanno già superato il limite di una critica tecnica nel merito, giuridica, e hanno assunto toni inaccettabili e da rispedire al mittente”.

"Attaccare personalmente un giudice per una decisione non condivisa, mettere in discussione la sua autonomia è grave - afferma Fabio Mattei, presidente Anma - perché così si contesta alla base l’indipendenza stessa della giustizia. La dottoressa Quiligotti è una servitrice dello Stato, ed è stata in passato consulente giuridica e tecnica in modo trasversale, anche del ministro della Lega Calderoli, per fare un solo esempio, come spesso succede ai magistrati che offrono la loro ‘scienza e conoscenza’ per il buon funzionamento della pubblica amministrazione".

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"Quella del governatore Musumeci - conclude Mattei - è quindi una polemica sbagliata, inaccettabile, pretestuosa: da rispedire al mittente. Per difendere l’Italia, come si proclama spesso, si devono innanzitutto rispettare le sue istituzioni, a partire dalla giustizia amministrativa chiamata a dirimere controversie delicatissime e di rilevante impatto sulla società tutta. Purtroppo, in questi anni, abbiamo assistito a questa cattiva prassi, trasversale agli schieramenti politici, di attaccare alternativamente i Tar per decisioni non gradite, che non piacciono ai ‘potenti di turno’, a dimostrazione che i magistrati italiani non guardano in faccia nessuno, solo applicano la legge".

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