Martedì, 16 Luglio 2024

Emergenza sbarchi a Lampedusa, appello di Pelagie Mediterranee: "Siamo stanchi, servono politiche internazionali forti"

Da due giorni gli attivisti el movimento politico-culturale protestano davanti al Municipio

“Chiediamo, prima di tutto, che l'isola venga svuotata e la situazione ritorni alla 'normalità'. Ma anche che la politica nazionale e internazionale consideri canali di ingresso regolari e voli umanitari per eliminare, alla radice, il problema. E se dobbiamo andare alla radice dobbiamo cambiare le politiche estere dei nostri governi che provocano l'emigrazione. E poi chiediamo che venga applicata, anche a Lampedusa, la Costituzione e che i nostri diritti possano essere garantiti perché noi da 30 anni subiamo una violenza continua". Lo ha detto Giacomo Sferlazzo del movimento politico-culturale "Pelagie Mediterranee" che dall'altro ieri ha organizzato, davanti al Municipio di Lampedusa, un sit-in permanente. "Ciclicamente siamo in emergenza, con numeri che non consentono in realtà una vera accoglienza, con problematiche si sommano a quelle locali - ha sottolineato Sferlazzo - . Basta, noi non vogliamo essere complici in questa tratta di persone. Chiediamo ai Governi e alla politica di muoversi per risolvere questi drammi, se non lo vogliono fare perché ci sono interessi economici, questa comunità non può portare questo peso perché siamo allo stremo. Il problema – ha detto ancora Sferlazzo -  non sono i migranti, seppur tantissimi, che sbarcano. Lampedusa che è  e sarà sempre solidale. Ma solidarietà non è quello che è accaduto in questi 30 anni. Quanto avviene è un affare sulla pelle delle persone. Una grande parte del popolo – ha concluso il leader di Pelagie Mediterranee -  sta dimostrando che, nonostante tutto, non stiamo perdendo la nostra umanità. Questo non significa però che qui si può fare tutto, perché siamo stanchi".

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