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Sbarcati a Porto Empedocle i 12 cadaveri ripescati in acque Sar libiche, cerimonia d'addio per i "martiri del Mediterraneo"

Il prefetto Filippo Romano: "Le sepolture necessarie erano state tutte già trovate nell'Agrigentino, ma ho voluto coinvolgere anche le province vicine. E questo per non sovraccaricare appunto sempre i nostri cimiteri"

Sono state sbarcate a Porto Empedocle le salme dei 12 migranti recuperate da 2 navi ong e portati fra ieri e oggi a Lampedusa. Sulla banchina s'è tenuta una cerimonia funebre, col rito cattolico ed islamico, alla presenza del prefetto di Agrigento Filippo Romano, del questore Tommaso Palumbo e del sindaco di Porto Empedocle Calogero Martello.

Al rito ha partecipato anche una delegazione di laici comboniani.

I cadaveri dei migranti a Porto Empedocle

"Le salme verranno portate, su disposizione della procura, in ospedale dove verranno fatti degli accertamenti sanitari non ripetibili - ha spiegato ad AgrigentoNotizie il prefetto Filippo Romano - . L'obiettivo è cercare di capire le cause della morte. Il naufragio è avvenuto al confine con le acque libiche, il dispositivo italiano molto migliorato riesce quasi sempre a evitare tragedie. Ma non possiamo far nulla in casi come questi". Romano si è soffermato molto sulla disponibilità, grandissima, dei sindaci agrigentini. Le 12 sepolture necessarie erano state tutte già trovate nell'Agrigentino, ma il prefetto ha voluto coinvolgere anche le altre province vicine. E questo per non sovraccaricare appunto sempre i cimiteri della provincia. 

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Non è stata trasferita la salma della neonata di 5 mesi, morta per malnutrizione, che è rimasta nella camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana. "La piccola è morta di stenti, di fame e di sete, e questo dimostra come vengono fatte viaggiare queste persone - ha continuato il prefetto - . Ed è terribile che i trafficanti continuino a farli  partire quando le condizioni del mare sono proibitive. Il governo sta lavorando per aumentare gli ingressi legittimi, ma è complesso arrivarci. Un viaggio fatto coi trafficanti, ad esito spesso mortale, costa molto di più di un biglietto aereo". 

A Porto Empedocle, poco prima dello sbarco dei 12 feretri, s'è riparlato del cimitero islamico di Palma di Montechiaro che sarà - dovrebbe essere - pronto per giugno. A mobilitarsi, oltre alla prefettura e al comune di Palma di Montechiaro, anche il presidente dell'associazione islamica Oltremare di Agrigento Arbache Azeddine, questa sera presente al porto per la preghiera islamica per quelli che "sono martiri del Mediterraneo".  

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