Martedì, 16 Luglio 2024

Rientra la protesta a Lampedusa, il questore Ricifari agli isolani: "Le tende sono per noi, non ci saranno nuovi hotspot"

Il sit-in aveva portato al blocco di via Vittorio Emanuele per protestare contro il montaggio di un accampamento che secondo i manifestanti servirebbe per accogliere i migranti

Momenti di tensione, con urla, insulti e spintonamenti, in via Vittorio Emanuele, ai piedi del Comune di Lampedusa, dove è in corso il blocco stradale. Ad innescare il tafferuglio una parola di troppo da parte di un lampedusano che si è sentito provocato. In due sono venuti alle mani, ma sono stati subito bloccati da amici e conoscenti. "Stiamo difendendo la nostra isola, stiamo difendendo la nostra isola" - ha ricordato, urlando, una donna di mezza età - . I due sono stati poi tenuti a debita distanza. La situazione sta diventando esplosiva, con rischi di ordine pubblico, a Lampedusa dove gli alterchi continuano a ripetersi.

"Non parlate con i giornalisti, non cadete nelle provocazioni. Ci sono tantissimi giornalisti persone perbene, ma c'è anche, qui, chi provoca". Giacomo Sferlazzo, del movimento politico-culturale Mediterraneo Pelagie, al microfono, urla e richiama i concittadini lampedusani. La tensione è altissima e, ancora una volta, a Lampedusa, platealmente, viene ricordato di non fidarsi dei giornalisti. Lo scorso mese, più giornalisti ed operatori erano stati aggrediti. A dire dei lampedusani, i giornalisti, anche se non tutti, sono rei di parlare di Lampedusa, esagerando, solo per l'emergenza migranti. Nel frattempo, interviene telefonicamente anche il questore di Agrigento Emanuele Ricifari.

"Non si tratta della creazione di un nuovo hotspot che è invece in fase di realizzazione, i lavori sono già cominciati, a Porto Empedocle. Lampedusa è stata esclusa totalmente, dal prefetto Valerio Valenti e dal prefetto di Agrigento Filippo Romano, per la nascita di nuove strutture d'accoglienza". Sono state queste, in viva voce, le parole dette al telefono dal questore Ricifari che ha anche provato a spiegare cosa sta accadendo, del perché dell'arrivo delle tende. "Non vogliamo gravare su Lampedusa che è già sovraccaricata. Una situazione che grava anche su di noi perché questa gente noi dobbiamo assisterla e poi portarla a Porto Empedocle - ha sottolineato il questore Ricifari - . E' meglio avere questa gente a Porto Empedocle per sgravare Lampedusa, riducendo gli sbarchi. Ieri, così come nei giorni scorsi, le navi militari hanno fatto da schermo e hanno raccolto ogni giorno 800-1000 persone che non sono proprio arrivate sull'isola, portandole direttamente o a Pozzallo o a Messina o a Reggio Calabria. Al momento abbiamo 1.600 persone a Porto Empedocle". Ad ascoltare le parole del questore centinaia di isolani che, tramite Sferlazzo, hanno invitato il questore a Lampedusa.

"Queste tende che verranno portate sull'isola sono per noi. Non abbiamo dove far dormire il personale, abbiamo bisogno quando c'è un fatto di questo genere di molto più personale".  Ha precisato il questore ma la replica di Sferlazzo è stata immediata: "Ho ascoltato una telefonata ieri, in viva voce, durante la quale l'Esercito affermava che le tende sono per i migranti. Se non è così, mente l'Esercito".  Ricifari  ha poi promesso il suo arrivo sull'isola per domattina per  un incontro con gli isolani nella piazza della chiesa di San Gerlando .

"Vi chiedo una cosa: lasciate passare i mezzi perché, teoricamente, quello che avete fatto stamattina è un reato". I lampedusani assiepati lungo via Vittorio Emanuele quando hanno sentito queste parole, pronunciate al telefono dal questore, hanno iniziato ad urlare e a fischiare. Un comportamento che ha mandato su tutte le furie il questore di Agrigento. La telefonata durata circa 10 minuti  si è conclusa con un suggerimento: "Mettetevi sul marciapiede e non in mezzo alla strada".

Il camion, che era rimasto bloccato è stato fatto passare e il blocco stradale  è stato sciolto. "Il gesto di fare passare il camion è stato un piccolo segnale di distensione - ha annunciato, al microfono, Giacomo Sferlazzo - . Siamo qui per bloccare le tende e se dal caso andiamo a Ponente perché il nostro obiettivo è bloccare la tendopoli. Il sit-in, sotto il Comune, va avanti e gli isolani si sono dati appuntamento, per le 17,30, al porto per una nuova manifestazione.

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