L'inchiesta sulle percosse ai migranti, giovane conferma e indica l'agente: "E' stato lui"

Si è concluso in serata l'incidente probatorio per sentire le presunte vittime, la scena immortalata in un video diventato virale

Un frame del video dell'inchiesta

"E' stato lui, ha obbligato il mio amico a colpirmi con uno schiaffo sull'orecchio e ho provato dolore". Il giovane migrante minorenne indica l'ispettore di polizia finito, suo malgrado, al centro di un caso nazionale dopo la diffusione di un video, diventato virale in poche ore, in cui si riprende la scena della punizione a due ospiti del centro di accoglienza "La casa dei gabbiani" di contrada Ciavolotta, che vengono costretti a schiaffeggiarsi fra loro per essersi allontanati dalla struttura durante la quarantena. Lo stesso agente, sostiene l'accusa, avrebbe colpito a sua volta con uno schiaffo l'altro migrante a scopo dimostrativo. 

L'episodio sarebbe avvenuto tre settimane fa, da allora non c'è traccia del secondo giovane "protagonista" della scena che ha fatto scattare l'inchiesta, affidata al pubblico ministero Cecilia Baravelli, che ipotizza a carico del poliziotto il reato di abuso dei mezzi di correzione.

Il migrante è stato interrogato per primo nel pomeriggio, davanti al gip Alessandra Vella, nell'ambito dell'incidente probatorio disposto proprio per evitare che i testimoni potessero fuggire prima e far perdere le loro tracce. Il ragazzo ha descritto la scena immortalata nel video. 

Sollecitato sul punto dal difensore del poliziotto, l'avvocato Daniela Posante, ha però spiegato che non è stato lui a farlo mettere in ginocchio, come si ipotizzerebbe in alcuni atti dell'inchiesta. 

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Infine è stato ascoltato anche il migrante che ha girato il video finito in Procura, dopo un complicato giro da una chat di whatsapp all'altra. "Non mi aspettavo - ha detto - che sarebbe successo tutto questo. Non avevo intenzione di denunciare subito l'episodio, prima avrei voluto che andasse avanti la procedura per la protezione internazionale".

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