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Seduti al tavolo, da sinistra, Gerlando Riolo, Andrea Morreale e Renato Notonica

Seduti al tavolo, da sinistra, Gerlando Riolo, Andrea Morreale e Renato Notonica

"Siamo sulla buona strada", è il momento dell'integrazione per i migranti

Presentato un progetto dell'associazione culturale Acuarinto e rivolto agli ospiti dei centri d'accoglienza dell'Agrigentino

Conoscere le norme e le buone abitudini del codice stradale per favorire l’integrazione dei migranti. Nasce da questi propositi il progetto “Siamo sulla buona strada”, presentato questa mattina al palazzo dei Filippini dall’associazione culturale Acuarinto e rivolto ai giovani immigrati ospiti dei centri d’accoglienza insistenti nei comuni di Agrigento, Racalmuto, Santa Elisabetta, Raffadali, Realmonte e Comitini. L’iniziativa vedrà anche la collaborazione della polizia Stradale.

Il progetto è stato presentato dal vice questore aggiunto Andrea Morreale, intervenuto in conferenza stampa. “La migliore integrazione - ha detto - è quella che passa dal rispetto delle norme. L’obiettivo principale è la sicurezza che come sempre passa dalla prevenzione. Il messaggio che vogliamo mandare è che le forze dell’ordine sono a fianco di questi giovani, i quali dimostreranno, con il rispetto delle regole, che una buona integrazione è possibile”.

Soddisfatta dell'iniziativa anche l’amministrazione comunale di Agrigento presente con l’assessore alle Politiche sociali Gerlando Riolo che ha presentato il progetto come un’idea funzionale d’integrazione. Donato Notonica, presidente dell’associazione Acuarinto, ha invece sottolineato come, parlando di integrazione, "spesso mancano delle chiavi di lettura semplici, come appunto conoscere il codice della strada. Le attività volte alla conoscenza delle regole civiche - ha aggiunto Notonica - sono sempre utili, soprattutto quando queste vedono la partecipazione attiva delle forze dell’ordine e delle istituzioni”.

Notonica ha poi presentato il progetto che sarà strutturato in due fasi: un primo momento dedicato all’orientamento che servirà a far conoscere le linee teoriche del codice della strada in funzione della mobilità; mentre nella seconda fase, i giovani immigrati avranno modo di mettere a frutto le conoscenze acquisite, attraverso degli incontri dibattito con la polizia stradale.

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