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Migranti, emergenza infinita: nuovo sbarco a Porto Empedocle

In arrivo altri cinquanta salvati nel Canale di Sicilia da una motovedetta della Guardia costiera. Consiglio comunale a Siculiana: "Accoglienza sì, non invasione"

È ormai un flusso inarrestabile. Grazie alle buone condizioni del mare, in questi giorni migliaia di migranti stanno raggiungendo le coste siciliane. L'ennesimo sbarco oggi alle 15, quando a Porto Empedocle giungerà una motovedetta della Guardia costiera con a bordo cinquanta migranti salvati, poche ore fa, nel Canale di Sicilia.

L'Isola è in piena emergenza. Nelle prossime ore è previsto l'arrivo di più di duemila migranti, mentre il Mediterraneo, a tre anni dalla strage di Lampedusa, è ancora teatro di naufragi, con almeno 38 morti nelle ultime 48 ore. Al porto di Palermo è approdata in mattinata la nave di 'Medici senza frontiere' con a bordo i 1.020 migranti soccorsi ieri nel Canale di Sicilia. Tra i migranti arrivati ci sono numerose donne e diversi bambini, tra cui minori non accompagnati.

Intanto, a Siculiana, il Consiglio comunale ha convocato per oggi alle 18 al centro sociale una seduta aperta alla cittadinanza per discutere di immigrazione e accoglienza. All'ordine del giorno un atto di indirizzo riguardo al "mutamento della destinazione d'uso sulle strutture turistico ricettive" del Comune.

"Accoglienza sì, ma non invasione. A salvaguardia della vocazione turistica del nostro Comune - si legge in una nota - ed al fine di consentire alla comunità di ricercare un'opportunità di sviluppo nella valorizzazione e promozione del territorio è necessario adottare un atto di indirizzo politico chiaro e determinato, volto a far si che le attività e le strutture ricettive presenti a Siculiana non potranno essere adibite a centri di accoglienza per migranti. Abbiamo il dovere di tutelare un'economia vera e reale che porti benefici non a poche realtà imprenditoriali, ma a tutta la collettività, tutelando nel contempo tutti gli operatori del settore turistico-ricettivo che negli anni hanno investito su questo settore". 

"Con la presenza del centro di accoglienza già esistente - prosegue la nota - e per i numeri gestiti il nostro territorio sta pagando un pegno pesantissimo e per tali ragioni è necessario non solo ribadire la necessità di ridurre il numero di presenze, ma è necessario porre in essere quanto necessario per impedire che i proprietari di strutture ricettivo-alberghiere ed i privati cittadini possano utilizzare le abitazioni di loro proprietà, o in loro possesso, per ospitare migranti senza un pronunciamento dell'organo che rappresenta tutta la cittadinanza, cittadinanza che si è già distinta per l'accoglienza e l'attenzione ai bisogni da chi è costretto ad abbandonare la propria terra di origine".

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