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Polizia / Lampedusa e Linosa

Migranti e hotspot di Lampedusa, il Siap: "Sia fatto uno sforzo a livello centrale per non lasciare soli prefetto e questore"

Luigi Lombardo: "È giunto il momento che l'intero Paese si unisca nell'affrontare questa sfida, con determinazione e spirito di coesione, senza ulteriori indugi e ritrosie. Ci auguriamo che tutti i sindaci facciano la loro parte, a prescindere dal colore politico, all’insegna dell’unità nazionale e della solidarietà tra i territori"

"La situazione a Lampedusa è giunta a un punto di criticità tale da richiedere un intervento immediato e corale da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Con un flusso incessante di centinaia di migranti che sbarcano quotidianamente, non solo non si riesce a svuotare l'hotspot dell'isola, ma diventa impossibile contenere le presenze entro limiti accettabili. Le forze di polizia attualmente impiegate continuano ad essere del tutto insufficienti a garantire l'ordine e la sicurezza pubblica, si riesce ad andare avanti solo grazie alla disponibilità dei colleghi a doppi turni e rinuncia di ferie e riposi". Lo scrive la segreteria regionale Siap-Sicilia. 

"I ritmi attuali viaggiano con numeri impressionanti: tra 800 e 1.000 migranti pre-identificati e circa 800 fotosegnalamenti. Se le condizioni del mare lo consentono, vengono trasferiti circa 1.100 persone verso altri porti. Tutto questo ogni giorno. Non si può continuare a permettere che il peso della gestione di un fenomeno di tali dimensioni continui a gravare esclusivamente sulle spalle delle poche forze d'ordine disponibili - dice il segretario generale Siap-Sicilia, Luigi Lombardo, - . Prefetto e questore di Agrigento, con grande senso istituzionale, si trovano costantemente sul campo per coordinare le operazioni in queste circostanze straordinarie, ma bisogna fare uno sforzo al livello centrale per non lasciarli soli. A tal proposito, le recenti dichiarazioni del ministro Piantedosi, in cui si prospetta un rafforzamento degli organici e l'attivazione di centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in ogni regione, rappresentano un segnale che va nella giusta direzione. È giunto il momento che l'intero Paese si unisca nell'affrontare questa sfida, con determinazione e spirito di coesione, senza ulteriori indugi e ritrosie. Ci auguriamo che tutti i sindaci facciano la loro parte, a prescindere dal colore politico, all’insegna dell’unità nazionale e della solidarietà tra i territori". 

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