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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca Piazzale Rosselli

Quei portici trasformati in dormitorio all'aperto, sono i migranti sbarcati dalle navi quarantena?

Il direttore della Caritas diocesana Valerio Landri: "Verificheremo già stasera di chi si tratta e se hanno bisogno di qualche coperta in più o di qualcosa da mangiare. Alla Locanda di Maria ospitiamo 4 persone, a casa Rahab ce ne sono invece 8, ma si tratta di strutture di ricovero a lungo termine. Non si tratta solo di immigrati, ma ci sono pure agrigentini". In città tre persone - uno a San Leone e due in via Imera - non accettano di essere aiutati

Non è chiaro se si tratti di migranti senza tetto o se, invece, di extracomunitari sbarcati dalle navi quarantena - dove hanno concluso, con tampone negativo al Covid, il periodo di sorveglianza sanitaria - e in attesa di prendere il primo autobus disponibile per Palermo. Da più sere, i portici di piazzale Rosselli ad Agrigento sono tornati a trasformarsi in una sorta di rifugio per trascorrere la notte. E quella appena trascorsa è stata però la più fredda in assoluto da quando le temperature si sono abbassate. Avvolti dalle coperte, distesi su pezzi di cartone c'erano, stanotte, due, forse tre, persone. 

"Stasera andremo a verificare se si tratta di migranti appena sbarcati dalle navi quarantena o meno. Se hanno bisogno di qualche coperta in più o di qualcosa da mangiare" - ha detto, ad AgrigentoNotizie, Valerio Landri che dirige la Caritas diocesana di Agrigento - .  La Caritas non ha un rifugio notturno da mettere a disposizione e, ancora una volta, si ripropone l'esigenza di un dormitorio comunale che in città, appunto, non esiste. 

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"Nelle nostre strutture d'accoglienza a lungo termine siamo al completo - ha spiegato Landri - . Alla Locanda di Maria ospitiamo 4 persone, a casa Rahab ne ospitiamo invece 8. Non si tratta solo di immigrati, ma ci sono anche agrigentini". La città non ha, per fortuna, grandi emergenze abitative. Secondo quanto risulta alla Caritas c'è un uomo, senza fissa dimora, che vive in quello che fu il bagno di molo Madonnina a San Leone e ci sono due persone che dormono in via Imera, nei pressi del gommista. "Si tratta di persone che abbiamo cercato ripetutamente di aiutare, ma che non accettano - ha sottolineato il direttore della Caritas diocesana - . Negli ultimi tempi si sta registrando invece il fenomeno di migranti che si accampano, e il giorno dopo spariscono, sotto i portici di piazzale Rosselli. Si tratta però appunto di coloro che vengono sbarcati dalle navi quarantena". I due che dormivano, all'interno di una macchina, nei pressi del viadotto Garibaldi, sono stati aiutati - e già da un po' di tempo - dall'associazione "I volontari di strada" che ha trovato e messo a loro disposizione una casetta nel centro storico. 

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La "Locanda di Maria", intanto, garantisce la mensa serale a circa 50 persone. Durante la prima ondata di Covid, la Caritas è arrivata a garantire sostegno alimentare a circa 90-100 persone al giorno. "L'aumento di persone bisognose si è registrato fra i senegalesi perché si tratta di commercianti al dettaglio che non sono riusciti più a lavorare a causa della pandemia - ha continuato Valerio Landri - . Ma abbiamo avuto anche un aumento considerevole di richieste di sostegno scolastico, perché anche studiare è diventato un lusso. Assieme a tutte le Caritas parrocchiali, nel 2020 abbiamo dato sostegno alimentare per 550 mila euro. E altri 250 mila euro sono stati per garantire il diritto alla salute, allo studio o all'abitazione. E' stato speso più di un milione di euro e i nostri servizi vengono garantiti grazie all'8 per mille o alle donazioni dei privati".  

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