Cronaca San Leone

Al mercatino etnico di San Leone venduta merce contraffatta: scoppia la bagarre

Il movimento "Mani libere" e Confcommercio denunciano la vendita di prodotti non regolari, presentati esposti all'autorità giudiziaria

Il mercatino del porticciolo

E' apparso un po' dal nulla, senza annunci e, dice qualcuno, anche senza atti formali. La sua presenza ha fatto però scoppiare una bagarre che sa già di anticipo di campagna elettorale.
Parliamo del "mercatino etnico" collocato al porticciolo di San Leone che per il Comune è regolarmente autorizzato e che secondo però ben 2 accusatori, sarebbe un'iniziativa di vendita che vede la commercializzazione di materiale contraffatto.
"Su segnalazione di alcuni commercianti e cittadini agrigentini - scrive il coordinatore del movimento Mani Libere, Giuseppe Di Rosa -  denunciamo la nascita dell'ennesimo suk a San Leone di merce contraffatta in piena regola e senza regole. Con nostra pec, abbiamo denunciato il tutto alla Procura della Repubblica, vorremmo conoscere con quale atto pubblico è stato autorizzato, chiediamo il perché si continuano a perseguitare i commercianti italiani, siciliani, agrigentini ed invece si agevola la vendita ed il proliferare di mercati di merce contraffatta in tutta la città".

Stessa linea seguita da Confcommercio, che attraverso il proprio presidente siciliano, Francesco Picarella, evidenzia come si tratti di una "situazione intollerabile per la legalità ed il decoro della frazione di San Leone”. Anche la sigla di categoria annuncia un esposto alla magistratura. "Da qualche giorno - scrive - l’area del porticciolo turistico di San Leone è diventato un vero e proprio mercato a cielo aperto della illegalità. Merce di dubbia provenienza e fabbricazione viene esposta su banchetti improvvisati in quello che nelle intenzioni dovrebbe essere un mercatino etnico, invece nessun registratore di cassa presente sui banchi di vendita, né tantomeno artigianato etnico, ma una vera e propria vetrina dei migliori marchi delle produzioni mondiali, il tutto con enorme danno all’immagine della città turistica, al commercio, alla legalità".

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