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(foto archivio)

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"Atti sessuali con una minore di 14 anni", condannati due uomini

Lo scorso luglio, il gup del tribunale di Palermo, Ermelinda Marfia, ha condannato a 8 anni di reclusione, per le accuse di induzione alla prostituzione, la madre della ragazzina di tredici anni che sarebbe stata "venduta" e fatta prostituire dalla stessa donna fra Menfi e Gibellina

Il tribunale di Sciacca ha condannato Pietro Civello, 63 anni, di Gibellina e Vito Sansone, 43 anni, di Menfi per atti sessuali con una minore di 14 anni. Per il primo, la sentenza è stata di 8 anni e 6 mesi di reclusione, mentre per il menfitano di 5 anni e 6 mesi. I pubblici ministeri avevano chiesto 15 anni di reclusione per Civello e 11 anni per Sansone. Gli avvocati difensori, Antonino Vallone per Civello e Giacomo Frazzitta per Sansone, avevano invece invocato l'assoluzione. A decidere è stato il collegio presieduto dal giudice Renato Zichittella, a latere Francesca Cerrone e Paolo Gabriele Bono. I giudici hanno disposto anche il risarcimento alla persona offesa con una provvisionale di 20 mila euro. Rigettata, infine, la richiesta di risarcimento dell'associazione Gens Nova. 

Minorenne fatta prostituire dalla madre", chieste le prime condanne

La ragazzina, secondo l'accusa, era stata costretta a subire rapporti sessuali con l'avallo della madre, che l'avrebbe accompagnata dai clienti che per averla avrebbero pagato tra le 30 e le 200 euro.

"Minore fatta prostituire dalla madre", due rinvii a giudizio e in tre all'abbreviato

"Tredicenne venduta dalla madre e fatta prostituire", condannata la donna e due clienti della baby prostituta

Lo scorso luglio, il gup del tribunale di Palermo, Ermelinda Marfia, ha condannato a 8 anni di reclusione, per le accuse di induzione alla prostituzione, la madre della ragazzina di tredici anni che sarebbe stata "venduta" e fatta prostituire dalla stessa donna fra Menfi e Gibellina.

Condanna anche per due clienti della ragazzina, riconosciuti colpevoli di atti sessuali con minorenne. 

L'indagine, che ha fatto luce su una vicenda agghiacciante, ha avuto un impulso del tutto casuale. Nel cuore della notte, a dicembre del 2017, su una strada statale nei pressi di Sambuca, i carabinieri fermano un'auto, a bordo della quale vi erano Civello e una ragazzina tredicenne. I miltari, insospettiti dall'atteggiamento nervoso dell'uomo e dalla presenza dell'adolescente, con la quale non aveva alcun legame di parentela, decisero subito di approfondire la situazione, accompagnando i due nella stazione di Menfi, comune di residenza della minore.

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