Cronaca

"Corpi morti" per ancorare le barche, non è reato: due assoluzioni

Il due erano accusati di aver arbitrariamente occupato uno spazio del demanio marittimo

Un momento della rimozione dei "corpi morti"

Il giudice del tribunale di Sciacca, Alberto Davico, ha assolto i proprietari di due dei 101 natanti che vennero sequestrati, dalla Guardia costiera, a Porto Palo di Menfi circa un anno fa. Il giudice ha stabilito - secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia - che "per potersi affermare l'effettiva presenza del corpo morto in correlazione allo specifico ormeggio in esame sarebbe stato necessario l'accertamento tramite rilievi fotografici subacquei, in quanto l'ormeggio di punta potrebbe essere stato posto in essere tramite l'utilizzo di ancore con esclusione del carattere permanente ed esclusivo dell'utilizzo dello specchio d'acqua da parte dei diportisti". 

"Occupazione abusiva di demanio marittimo", sequestrata banchina e 80 barche

Il giudice Davico ha dunque assolto i due - rappresentati e difesi dagli avvocati Accursio Gagliano e Calogero Lanzarone - perché il fatto non è previsto dalla legge come reato dall'accusa di aver arbitrariamente occupato uno spazio del demanio marittimo. Grazie all'intervento della Guardia costiera, coordinata dalla Procura di Sciacca, si è comunque potuto liberare il porto da una enorme quantità di blocchi di cemento: i "corpi morti", ossia i massi utilizzati per realizzare abusivamente sistemi di ormeggio per unità da diporto, assieme a catene e cime di vario genere. 

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