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Cronaca Menfi

Tredicenne "venduta" dalla madre per 30 euro, imputato assolto e scarcerato dopo 3 anni

Vito Sansone, 43 anni, era stato condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi: la giovane sarebbe stata costretta a prostituirsi tra le campagne di Menfi e Gibellina

La corte d’appello di Palermo ha assolto dall’accusa di atti sessuali su una minorenne, il menfitano Vito Sansone di 43 anni. La vicenda risale al 2017 e riguardava le accuse di abusi sessuali ai danni di una ragazzina di appena 13 anni che sarebbe stata costretta a prostituirsi accompagnata dalla madre, tra le campagne di Menfi e Gibellina, dove si sarebbero consumati gli incontri sessuali a pagamento.

Secondo le indagini svolte dai carabinieri, le prestazioni sessuali avrebbero avuto un costo tra i 30 e i 200 euro. La minorenne era già stata allontanata dalla casa della madre nel 2017 quando iniziarono le indagini. La donna è già stata giudicata e condannata con il rito abbreviato a otto anni di reclusione.

Nel processo è coinvolto Pietro Civello, 63 anni, di Gibellina. La sua posizione è stata stralciata per gravi motivi di salute, mentre gli altri imputati coinvolti nella stessa operazione sono stati condannati in primo grado con giudizio abbreviato.

I difensori di Sansone hanno insistito su due aspetti: innanzitutto il fatto che in quel periodo era stato documentato avere la candida. La ragazzina, sottoposta a visita, non fu contagiata dalla malattia infettiva come, molto probabilmente, sarebbe accaduto in caso di rapporti sessuali. Inoltre, secondo i legali, la presunta vittima aveva più volte confuso l'imputato con altre persone coinvolte.

Sansone era stato condannato a 5 anni e 6 mesi. Il quarantenne, ai domiciliari da tre anni, è stato scarcerato.

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