Cardiologo chiamato di notte per un'emergenza travolge e uccide pedone, perito chiede altro tempo

Il giudice ha sollecitato ulteriori accertamenti sulla ricostruzione della velocità con cui viaggiava l'auto

Il perito nominato dal gup Luisa Turco, per accertare l'eventuale superamento del limite di velocità da parte dell'imputato, chiede altro tempo per consegnare l'esito della relazione. La sua audizione slitta al 30 marzo. Il processo è quello a carico di Salvatore Geraci, 36 anni, cardiologo dell’ospedale San Giovanni di Dio, accusato di omicidio stradale. La vittima è un quarantacinquenne tunisino, investito dall'auto del medico che era stato chiamato di notte per soccorrere un paziente infartuato. Taoufik Iahmar, in pratica, faceva il percorso inverso perché era stato da poco dimesso dall'ospedale. L’impatto è avvenuto nella strada statale 189, poco prima dell’alba del 2 agosto del 2017.

I suoi difensori, gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, hanno chiesto il giudizio abbreviato con un paio di condizioni. In particolare il giudice ha ammesso due consulenze tecniche di parte. Una è stata affidata a Filippo Drago, direttore del Dipartimento Biometec di Catania e professore ordinario di Farmacologia, che ha esaminato la storia clinica della vittima dell’incidente stradale, confermando l’esistenza di patologie pregresse che potrebbero avere provocato, secondo il suo punto di vista, dei movimenti inconsulti che hanno portato poi all'impatto. “Taoufik lahmar - ha detto all'udienza precedente - soffriva di epilessia e crisi di incoscienza, a mio parere avrebbe dovuto restare ricoverato in ospedale”.

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Un'altra consulenza è quella dell’ingegnere Nicolò Vassallo che, contrariamente a quanto sostenuto dalla Procura, secondo cui l’impatto si sarebbe evitato mantenendo una velocità adeguata, il limite (secondo la Procura violato di 20 chilometri orari) sarebbe stato rispettato e “non ci sarebbe stata alcuna possibilità di evitare l’ostacolo”. 

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