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Domenica, 14 Agosto 2022
Salute

Depressi e impotenti ma attenti a non avere figli: identikit degli italiani in farmacia

Tutti i dati del rapporto “L’uso dei farmaci in Italia”, realizzato dall’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali dell’Aifa. Nel 2021 spesi in media 396 euro a persona

Gli italiani non più popolo di santi, navigatori e poeti ma di depressi, con problemi di disfunzione erettile ma anche attenti a non fare figli. Ecco il ritratto che esce dal rapporto nazionale 2021 “L’uso dei farmaci in Italia”, realizzato dall’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali (OsMed) dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa)

Quanto spendono gli italiani in farmaci

La spesa farmaceutica nazionale totale (pubblica e privata) nel 2021 è stata pari a 32,2 miliardi di euro, in aumento del 3,5% rispetto al 2020. La spesa pubblica, con un valore di 22,3 miliardi, ha rappresentato il 69,2% della spesa farmaceutica complessiva e il 17,4% della spesa sanitaria pubblica, ed è in aumento rispetto al 2020 (+2,6%).

Nel 2021 poco più di 6 cittadini su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione di farmaci. È stata osservata una crescita della spesa pro capite e dei consumi con l’aumentare dell’età. In particolare la popolazione con più di 64 anni ha assorbito il 70% della spesa e delle dosi. Le regioni del Nord hanno registrato una prevalenza inferiore (59,3%) rispetto al Centro (64,7%) e al Sud Italia (66,7%).

Nel 2021 la spesa farmaceutica pro capite, comprensiva dei medicinali acquistati direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche e di quelli erogati attraverso il canale della convenzionata, è stata pari a 396,81 euro, in aumento rispetto all’anno precedente (+2,8%). 

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Quali medicine comprano gli italiani

Guardando la spesa per farmaci di classe C, quelli a carico del cittadino, si vede che nel 2021 l'esborso  ha raggiunto 6,1 miliardi di euro circa, con un incremento del 7% rispetto al 2020. Di questi il 57% (3,5 miliardi) è relativo a farmaci con ricetta e il 43% (2,6 miliardi) a farmaci di automedicazione (SOP e OTC), comprensivi di quelli erogati negli esercizi commerciali. Le benzodiazepine, contraccettivi e farmaci utilizzati nella disfunzione erettile si confermano le categorie a maggiore spesa.antidepressivi-2 Considerando solo i farmaci di automedicazione, i primi principi attivi per spesa sono diclofenac, ibuprofene e paracetamolo.  I farmaci cardiovascolari hanno rappresentato la classe terapeutica a maggiore spesa (49,51 euro pro capite) e consumo (486,89 DDD) nel canale della convenzionata, mentre i farmaci antineoplastici e immunomodulatori e i farmaci del sangue e organi emopoietici sono stati quelli rispettivamente a maggiore spesa (111,98 euro pro capite) e consumo (50,56 DDD) tra i prodotti farmaceutici acquistati direttamente dalle strutture pubbliche.

Sono i farmaci per il cuore a pesare di più, per costo e consumo, tra i medicinali erogati in convenzione. Mentre per le strutture sanitarie la spesa è più elevata per gli antitumorali e gli immunomodulatori, con un il consumo maggiore per i medicinali del sangue.

"I farmaci per la salute mentale, come sedativi, antidepressivi, sono stati fonte di eccesso di prescrizione durante il Covid", ha sottolineato il direttore generale dell'Aifa, Nicola Magrinii, annunciando 'avvio di un tavolo specifico sul tema. "Si tratta - ha spiegato - di farmaci non raccomandati per il trattamento di choc o emergenze, ma nonostante questo, a testimonianza di un disagio che comunque c'è, sono stati segnalati aumenti non solo in Italia ma in tutto il mondo. Al ministero della Salute - ha precisato - si istituirà un tavolo per la prescrizione ottimale dei farmaci psichiatrici, per il loro migliore utilizzo, che vuol dire anche 'minor utilizzo'. Per seguire meglio i pazienti per il disagio che hanno espresso sono state formulate anche altre modalità assistenziali, online inizialmente, attraverso varie forme di psicoterapia. Si tratta di investimenti che si è cominciato a fare".  

Secondo Magrini "andrebbe sviluppato un programma ampio con le Regioni e il Servizio sanitario nazionale, rispetto a un investimento in informazione pubblica, di parti pubbliche, sul buon uso dei farmaci". Campagne che andrebbero rivolte "a tutti gli operatori sanitari, ma anche ai cittadini".  Per il dg dell'Agenzia italiana del farmaco, sarebbe opportuno "per avere una maggiore appropriatezza prescrittiva e anche per tutelare un po' di più il sistema sanitario nazionale: garantisce tutte le terapie croniche più costose, ma probabilmente non vi è un'adeguata percezione di questo". 

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