Meccanico morto nell'esplosione in officina, una condanna e un'assoluzione

Nove mesi di reclusione ad Angelo Scopelliti, 73 anni, legale rappresentante della società Agriscia, riconosciuto colpevole di omicidio colposo

Il meccanico Liborio Di Vincenzo, morto a 49 anni per un’esplosione nell'officina del centro di distribuzione di riviste “Agriscia” di contrada San Benedetto, non avrebbe potuto svolgere quelle mansioni perché aveva diversi problemi fisici e, comunque, avrebbe lavorato in condizioni inadeguate e non conformi alle prescrizioni di legge: il giudice monocratico Fulvia Veneziano ha condannato a 9 mesi di reclusione Angelo Scopelliti, 73 anni, legale rappresentante della società Agriscia, riconosciuto colpevole di omicidio colposo e di alcune violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

Assoluzione, invece, per Giovanni Caminiti, 58 anni, di Messina, medico delle due società coinvolte nella vicenda. Nella lista degli imputati figurava pure il grottese Salvatore Zaffuto, legale rappresentante della Cts scarl, ditta che operava nell'officina e alle cui dipendenze lavorava la vittima, morto durante il processo.

Il pm aveva chiesto per entrambi gli imputati (difesi dagli avvocati Salvatore Maurizio Buggea e Francesca Picone) la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione. L’incidente è avvenuto il 16 ottobre del 2010 nel centro di distribuzione di quotidiani e riviste. Il coinvolgimento del sanitario scaturiva dalla “mancata organizzazione del servizio di primo soccorso” sul posto di lavoro. L’esplosione è avvenuta all'interno dell’officina. Di Vincenzo, secondo la ricostruzione dell’episodio, stava tentando di riparare la frizione di un furgone quando la cartuccia del saldatore che stava utilizzando provocò un’esplosione che lo travolse in pieno provocandogli ustioni sul 95 per cento del corpo. L’operaio morì otto giorni dopo in ospedale.

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Scopelliti dovrà adesso risarcire i familiari di Di Vincenzo che si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Giovanni Castronovo, Tanja Castronovo e Chiara Proietto.

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