Maxi discarica al Villaggio Mosè, 5 mesi dopo il sequestro imposta la bonifica

Il sindaco Lillo Firetto ha invitato i proprietari dell'area a provvedere entro e non oltre 30 giorni, a propria cura e a proprie spese, a rimuovere e smaltire tutti i rifiuti

Il Comune corre ai ripari. E lo fa con un'ordinanza con la quale viene imposta la bonifica della maxi discarica scoperta - quasi 5 mesi addietro - dai carabinieri della stazione del Villaggio Mosè. 

Lo scorso ottobre, i carabinieri sequestrarono - fra le altre - anche una discarica abusiva di circa 600 metri nei pressi di via Giardini al Villaggio Mosè. C'è di tutto in quell'immondezzaio: elettrodomestici, lastre di eternit, scarti di edilizia, vetro, legno, pneumatici fuori uso, imballaggi, plastica e residui di giardinaggio. E' stata, naturalmente, informata la Procura che ha disposto la bonifica dei luoghi. Lo scorso 20 febbraio, proprio i carabinieri hanno invitato il Comune di Agrigento a procedere alla bonifica per consentire il dissequestro dell'area. 

Sequestrate 12 discariche con 10 tonnellate di rifiuti: 5 denunciati

I responsabili del settore Sanità, Ecologia ed Energia di palazzo dei Giganti hanno identificato i due proprietari dell'area ai quali, nelle ultime ore, è stato ordinato - con tanto di ordinanza del sindaco Lillo Firetto - di provvedere entro e non oltre 30 giorni, a propria cura e a proprie spese, a rimuovere e smaltire i materiali classificati come speciali pericolosi e non e a bonificare l'intero appezzamento di terreno. "Se i destinatari dell'ordinanza sindacale non ottempereranno a quanto richiesto - viene scritto dal sindaco Firetto - si procederà a dichiarare l'inottemperanza e a trasmettere alla Procura il fascicolo". I proprietari del terreno per poter effettuare la bonifica hanno, naturalmente, bisogno - dalla Procura - l'autorizzazione all'accesso ai luoghi. 

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I due proprietari del terreno sono tenuti alla bonifica dell'area perché "non hanno adottato le più elementari misure per impedire l'accesso ai terreni, quali catene o sbarre dinanzi la strada d'ingresso o cartelli che precludono il passaggio e che valgano a segnalare che si tratta di una proprietà privata in cui è vietato l'accesso e ogni altra utilizzazione dell'area".  


 

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