Cronaca Valle dei Templi

Patto per la Sicilia, Renzi nella Valle dei Templi

È il giorno della visita del premier ad Agrigento. Appuntamento con il presidente della Regione, Rosario Crocetta, davanti al Tempio della Concordia. In ballo oltre 5,7 miliardi di euro

Il premier Matteo Renzi parla davanti al Tempio della Concordia

È il giorno della visita di Matteo Renzi ad Agrigento. Dopo aver fatto tappa questa mattina a Bari, dove il premier ha inaugurato la Fiera del Levante, firmando il "Patto per la Puglia", tocca adesso alla Sicilia. Appuntamento con il presidente della Regione, Rosario Crocetta, il sindaco Lillo Firetto e le massime autorità istituzionali e politiche, davanti al Tempio della Concordia. Tutto pronto, dunque, per il "Patto per la Sicilia", che prevede il finanziamento di opere per oltre 5,7 miliardi di euro. Ad Agrigento andranno 30 milioni per la rete idrica e 6 per il Parco archeologico.

LA VISITA MINUTO PER MINUTO

19.25 - Il premier, dopo la firma, è ripartito. La sua presenza nella Valle dei Templi è durata un'ora in tutto.

19.17 - L'incontro si accinge alla conclusione. Renzi e Crocetta hanno simbolicamente "firmato" il Patto per la Sicilia davanti al Tempio della Concordia.

19.16 - Il premier, citando il ministro Alfano, ha concluso con una battuta il suo intervento: “Abbiamo scongiurato spesso la crisi di governo, ma con Alfano e per la cattedrale abbiamo rischiato davvero”.

19.13 - "La Sicilia ha le stesse coste delle Baleari e delle Canarie - aggiunge il premier - . Eppure accoglie un quinto dei turisti che vanno nelle Baleari. La qualità di questo posto non può competere con realtà più brutte delle nostre. Le istituzioni devono dare più credibilità a questi posti. Se è vero che qui c'è la storia, ecco qui il nostro patto. Viva l'Italia e viva la Sicilia".

19.12 - “Il G7del prossimo anno si terrà dell'altra parte della regione - ha proseguito Renzi - . Avevo annunciato che si doveva fare a Firenze, sono stato rimbrottato da amici e cittadini. Sicilia - mafia? L'ho sentito anche io. Ma non c'è pietra più dura di un pregiudizio da rompere. L'idea di far vedere agli uomini potenti del mondo, le bellezze di questa terra, l'intelligenza. I leader dei paesi più potenti verranno qui. Per conoscere questi posti, ne valeva davvero la pena. Se facciamo grandi discorsi,a non facciamo le bonifiche, non saremo credibili”.

19.08 - “La paura – aggiunge il premier - è un elemento costitutivo del nostro tempo. Scegliere di firmare il patto ad Agrigento, significa dire che questi 2.600 anni di storia, non sono scenografia. È una sfida per il futuro. Noi non dobbiamo temere la grande sfida di contemporaneità. Quando lo scorso anno, nel mese di agosto, abbiamo proposto il master plain, abbiamo avuto presente che intendiamo far sì che l'elenco di cose da fare sia frutto di una visione. Nascono così i quindici patti per il sud. Sono felice di firmare per il sud, più di cinque miliardi, soldi che possono essere monitorati e controllati. Dobbiamo spendere in modo trasparente. Questa dimensione del progetto è forse quello che è mancato nel passato”.

19.01 - “Io avevo diciotto anni – aggiunge il premier - quando nel maggio del '93 il Papa disse parole forti. Stavo preparando l'esame di maturità, stavo scegliendo che cosa fare. Scelsi giurisprudenza. Quelle parole segnarono tutti. In quegli anni anche la mia città fu colpita dalla mafia. Questo luogo ha un significato autentico per molti di noi. Abbiamo scelto questo luogo, senza nulla togliere altre alle bellezze delle altre città, perché è molto significativo”. 

18.57 - Renzi comincia il suo intervento scusandosi per il ritardo. “Vorrei davvero scusarmi con tutti – dice – per il ritardo con cui abbiamo iniziato. Vorrei esprimere la mia gratitudine a tutte le autorità presenti. I sindaci dei piccoli comuni sono gli ultimi cittadini, perché si prestano. È bello vedere il cardinale qui, è importante”.

18.54 - Sale sul palco e prende la parola il premier Matteo Renzi.

18.53 - A proposito del “Patto per il Sud” il governatore ha annunciato che lunedì ne trasmetterà copia ai sindaci. “Scoprirete – ha detto Crocetta rivolgendosi agli amministratori che lo ascoltavano davanti al tempio della Concordia - che non c'è un comune che non avrà ottenuto il finanziamento per le opere pubbliche. Ovviamente in base alle priorità ed alla qualità del progetto”. “A me hanno chiesto – ha concluso il governatore della Sicilia - lei si aspetta che ci saranno contestazioni? A Renzi non si deve contestare nulla, perché mantiene gli impegni".

18.50 - Parlando della guida della Regione, il governatore ha detto che “la giunta ha realizzato il cento per cento della spesa. Nel 2012, riguardo all’assistenza sanitaria, eravamo negli ultimi posti, oggi siamo tra i primi,  superiamo Umbria e Lazio".

18.43 - “Nel mio primo giorno a Bruxelles – ha aggiunto Crocetta ricordando l’esperienza di parlamentare europeo - mi hanno detto: di dove sei? Sicilia. Quindi mafia. Quella stessa mafia che a me aveva condannato. Non potevo sentirmi dire questo. La Sicilia non è questo”.

18.40 - “Un modello di società – è ancora Crocetta che parla - che ha fatto la base stessa della coesistenza. Il nostro tempo è forestiero, fa parte nella nostra cultura il confronto tra civiltà. Questa Sicilia sembra una regione a statuto speciale, perché considerata sempre il simbolo di ogni male. Ma invece il popolo siciliano non si è mai riconosciuto in tutto questo. Questa terra – ha aggiunto il governatore - non ha espresso solo la mafia, ma ha espresso un modello di antimafia. Tanti gli uomini che hanno pagato con la vita tutto questo, politici importanti ma anche imprenditori”.

18.35 - Ha preso la parola il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Il presidente del consiglio – ha detto il governatore - aveva chiesto che noi anticipassimo presentazione del piano. Noi siamo una terra ospitale, abbiamo voluto aspettare. In questo patto finanziamo la cattedrale. Io con Matteo Renzi non ho mai litigato, ho sempre visto in lui, una carica innovativa”.

18.30 - Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, accogliendo Matteo Renzi ha detto: “Il suo governo ha molto investito sui siti Unesco. Questo patto ha previsto 6,6 milioni di euro, che riguardano anche importanti scavi. I Comuni chiedono di partecipare in pieno. A ottobre inizia una nuova campagna di scavi, in modo avanzata. Il teatro ad Agrigento non l’abbiamo mai cercato abbastanza, se questo accadrà noi potremmo festeggiare nel 2020 con questo bellissimo traguardo. Perché gli scavi consegneranno l'ingresso dell'area. Credo che la sua visita sarà una visita particolarmente ricordata”.

18.22 - “Scusate per il ritardo”. È la battuta con la quale il premier Matteo Renzi si è presentato a quanti lo aspettavano nella Valle dei Templi. Il ritardo è stato causato dal maltempo che imperversava su Bari. Atterrato a Porto Empedocle, con l’elicottero, alle 18.05, Renzi è arrivato davanti al tempio della Concordia alle 18.20.

18.20 - Il premier Renzi è arrivato davanti al Tempio della Concordia.

18.05 - Il premier Matteo Renzi è atterrato a Porto Empedocle pochi minuti fa. Arriverà a breve nella Valle dei Templi.

17.50 - Per il cardinale Francesco Montenegro “il recupero della cattedrale non è solo il risistemare una chiesa. Ha un significato storico, religioso. Ridare vita alla cattedrale significa ridare vigore alla città. È vero che ci sono fondi per la cattedrale, ma se quel cuore si ristabilisce in salute, ne guadagna tutto il centro storico. Interpreto – ha concluso l’arcivescovo di Agrigento - questa attenzione come un segno che riguarda tutta quella parte di centro urbano che a volte viene dimenticata”.

17.45 - "Oggi è un giorno molto bello e molto importante per Agrigento". Ha detto il ministro Alfano. "Abbiamo trovato e messo nel Patto le risorse per non fare crollare la cattedrale di Agrigento e per consolidare il costone - dice - . Si tratta di 37 milioni di euro più 5 milioni di euro per la progettazione. Finalmente gli agrigentini possono sapere che i soldi ci sono e la questione si può risolvere. E' un bel risultato. Io stesso lo avevo posto come necessità assoluta in un momento di crolli e in un momento in cui i nostri ricordi sono colpiti dal terremoto in Centro Italia". "Oggi si stanziano oltre 200 milioni di euro per Agrigento e l'intera provincia - dice - il Patto per la Sicilia prevede finanziamenti per oltre 5 miliardi di euro. Questo è un governo che può dire che ha fatto interventi che possono fare rilanciare la Sicilia".

17.30 - Il Patto per la Sicilia prevede "cento interventi per la provincia di Agrigento", ha proseguito il ministro Alfano, che ha aggiunto: "Il raddoppio della statale Agrigento-Caltanissetta è l'opera più grande che sia mai stata fatta in questa provincia dopo il tempio della Concordia. È la più grande opera pubblica da 2.500 anni".

17.20 - “L’Italia attende da decenni un cambiamento che comporti meno costi per la politica e leggi più veloci. Adesso abbiamo l’occasione per farlo, non sciupiamola”. Lo ha detto Angelino Alfano, ministro dell’Interno, arrivando al Tempio della Concordia. “Siamo di fronte – ha aggiunto Alfano – ad una proposta di cambiamento e ammodernamento delle istituzioni. Abbiamo due possibilità: approfittarne o lasciare le cose come stanno. Io ritengo che bisogna agire”. A proposito dell’Italicum il ministro Alfano ha detto di essere “a favore della modifica. L’Italicum – sono le parole di Alfano - è migliorabile. La legge elettorale non è stata ancora utilizzata, facciamolo prima del primo uso. Cambiamo l’italicum con la maggioranza più ampia possibile. Siamo pronti a modificare legge elettorale non perché non ci piace. Non è stata mai applicata ed è migliorabile, facciamolo”.

17.00 - Sono arrivati davanti al tempio della Concordia il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e il vescovo di Agrigento, Francesco Montenegro. Presente anche il parlamentare alla Camera Nino Bosco e il deputato Ars ed ex presidente della Provincia di Agrigento, Vincenzo Fontana.

16.50 - A causa del maltempo che si è abbattuto su Bari, il premier arriverà in ritardo ad Agrigento. Il volo con a bordo il presidente del Consiglio ha lasciato l’aeroporto barese da pochi minuti.

16.45 – Davanti al Tempio della Concordia è stato allestito un tavolo su cui il premier siederà insieme al governatore Crocetta. Il premier non è ancora arrivato. La firma era prevista per le 16,30, quindi sembrerebbe esserci già un ritardo nel programma dell’incontro. Sul posto sono presenti solo i rappresentanti delle istituzioni, che si sono alzati dalle prime file a loro riservate. Non sono presenti cittadini o curiosi.

16.20 - È arrivato anche il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede.

16.00  - Cresce l'attesa per la visita del premier Renzi. Tanti i rappresentanti della giunta regionale. Una ventina i sindaci della provincia che aspettano l'arrivo del capo del governo. Presenti anche molti primi cittadini del Nisseno e il presidente del parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci.

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