Cronaca

Quando potremo smettere di usare la mascherina

Mentre l'Italia è in zona gialla e aspira alla bianca entro il 21 giugno, secondo gli esperti bisogna continuare a indossare i dispositivi di protezione individuale per poco tempo ancora, per lo meno in alcuni contesti. E già in estate potremmo cominciare a toglierla

Quando potremo smettere di usare la mascherina? Oggi l'immunologo del policlinico Umberto I Francesco Le Foche e il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Francesco Le Foche rispondono alla domanda che riguarda il dispositivo di protezione personale e il suo utilizzo mentre l'Italia approda tutta in zona gialla e molte regioni puntano a quella bianca entro il 21 giugno. 

Quando potremo smettere di usare la mascherina

Secondo Brusaferro, che ne parla in un colloquio con Repubblica, la mascherina è "uno strumento che riduce la circolazione del virus. È chiaro che questo cala con l'aumento delle persone immunizzate, così è possibile in certi contesti poter togliere la mascherina. Con la velocità che ha preso la campagna vaccinale è facile che nei prossimi mesi avremo coperture ancora più rassicuranti. Così si potrà pensare di rilasciare progressivamente le mascherine partendo dai contesti all'aperto. Per Le Foche invece nel 2022 potrebbe essere dimenticata proprio la pandemia, se tutto va bene. Ovvero grazie ai vaccini che stanno già oggi rallentando la circolazione del virus. E la mascherina? "Se tutto procede così ad agosto potrebbe essere una nuova vittoria liberarsi dalle protezioni individuali, almeno in alcuni contesti". 

Della stessa opinione è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Giugno, ha spiegato ieri all'agenzia di stampa Ansa, sarà il mese decisivo anche per quanto riguarda "l'ulteriore cambio di passo al piano vaccinale: arriveranno oltre 20 milioni di dosi nel nostro Paese e quindi sono convinto che potremo arrivare alla somministrazione di 700mila dosi al giorno". Questo significa che "nel solo mese di giugno potremo somministrare quindi 20 mln di dosi, arrivando ad un totale di oltre 50 milioni di dosi somministrate". Su queste basi, ha concluso Costa, "possiamo prospettare la possibilità di togliere la mascherina all'aperto a partire da agosto". 

Il sottosegretario ritiene anche che sia possibile dare un ulteriore impulso alla campagna vaccinale anti-Covid avviando già da settembre l'immunizzazione anche per i ragazzi e gli studenti. "Ritengo possibile l'avvio delle vaccinazioni anti-Covid per i ragazzi e gli studenti da settembre, previo ovviamente il via libera delle autorità regolatorie ai vaccini per questa fascia d'età, valutando eventualmente anche l'opportunità di effettuare le vaccinazioni nelle scuole stesse", afferma. Oggi "non mancano né i vaccinatori né i punti vaccinali. Anche per i ragazzi decideremo quindi la soluzione più rapida dal punto di vista dell'operatività, ma non escludo - sottolinea - che si possa anche pensare ad una vaccinazione presso gli istituti scolastici, è un'ipotesi che ritengo percorribile. E mi auguro, anche in questo caso, una ampia adesione da parte dei genitori".

L'Italia in zona gialla da lunedì 24 maggio e la zona bianca dal 21 giugno

Intanto da ieri l'Italia è tutta in zona gialla. E nelle prossime settimane le altre regioni si aggiungeranno alle sei in procinto di arrivare nell'area senza restrizioni e coprifuoco a partire dal mese prossimo

Come già sappiamo, secondo le previsioni del matematico Giovanni Sebastiani dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo Mauro Picone del Cnr-Iac sono Molise, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna le regioni con un'incidenza di casi positivi ogni centomila abitanti al di sotto della soglia dei 50 che, se confermata per tre settimane consecutive, fa cadere le misure restrittive.

La prima a essere "liberata" potrebbe essere proprio il Molise, visto che tra tre giorni si completano le tre settimane previste dai decreti legge che l'hanno istituita. Ma la decisione dovrebbe arrivare invece il 28 maggio, ovvero la prossima settimana, ed essere così operativa dal primo giugno. Lo stesso vale per Friuli e Sardegna. Dopo dovrebbe toccare ad Abruzzo, Liguria e Veneto, che potrebbero diventare zona bianca entro il 7 giugno. 

Ma le previsioni del Cnr vanno più in là e arrivano alla settimana successiva. Quando potrebbe toccare, se la tendenza di questa settimane verrà confermata, all'Umbria (che attualmente è intorno ai 60 casi ogni 100mila abitanti), alla provincia autonoma di Trento (65), alla Lombardia (70) e al Lazio (75), così come a Emilia-Romagna (80) e a Sicilia, Piemonte, Calabria e Marche (che sono a quota 85). Per loro, il giorno giusto potrebbe essere il 14 giugno. E così sarebbero già 15 le regioni o province autonome che a metà mese potrebbero passare al bianco.

A queste potrebbero aggiungersi anche la Puglia, dove oggi l'incidenza è di 90 casi ogni centomila abitanti. Ma forse per la regione la data giusta potrebbe essere il 21, quando si dovrebbero aggiungere anche Toscana (95), Campania (125) e Valle d'Aosta (130), che potrebbero diventare zona bianca solo fra il 14 e il 21 giugno. Indietro anche la provincia autonoma di Bolzano, dove la curva epidemica è piatta e non tende a piegarsi, e infine la Basilicata, che rischia di attendere fino al 21, se non al 28 giugno.

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