Brandara presidente di Legalità e sviluppo ma indagata nel caso Montante

Secondo l’accusa, Brandara e Lo Bello furono nominate dall’ex governatore su esplicita richiesta di Montante

Maria Grazia Brandara

Lo scorso 24 dicembre il sindaco di Naro, Maria Grazia Brandara, è stata eletta presidente del consorzio agrigentino per la legalità e sviluppo. Se non fosse, come scrive il quotidiano La Sicilia, che Brandara è fra gli indagati del sistema Montante.

Ovvero una presunta associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito dei partiti. Oltre al sindaco di Naro anche l’ex assessore, Maria Lo Bello. Secondo l’accusa Brandara e Lo Bello, furono nominate dall’ex governatore su esplicita richiesta di Montante. 

Dopo aver saputo di essere indagata, Brandara si dimette da commissario straordinario di Licata. Subito dopo, però, è riuscita a conquistare la poltrona più importante di Naro, ovvero quella di primo cittadino. L’attuale sindaco è  ancora presidente di Ias, indistria siracusana acqua spa. Brandara , è stata rinviata a giudizio dal gip di Barcellona Pozzo di Gotto, Salvatore Pugliese, per inquinamento ambientale in concorso con Alberto Dondi, gestore del depuratore di Giammoro, a Pace del Mela.

La Sicilia racconta un altro episodio. Ad Agrigento, nel marzo del 2018, nell’ordinanza di arresto ai domiciliari di Michele Sinatra, suocero di  Riccardo Gallo Afflitto, per una vicenda di abusivismo nella Valle dei Templi. Il gip Francesco Provenzanocita le manovre dell’imprenditore per una pratica di finanziamento bloccata nel 2017 da un funzionario della Crias, Gianluca Guida, attraverso "la sua capillare rete di amicizie". Il principale destinatario del pressing è proprio l’ex dirigente Ferrara, assolto nel processo Montante. Ma in quelle carte ricorre più volte il nome di Brandara, spesso assieme a Mariella Lo Bello. E spunta  - stando al quotidiano - anche una telefonata fra Sinatra e Gaetano Armao, allora consulente dell’imprenditore, ma per il gip “un tutor del Sinatra”. Gallo rassicura il suocero, sostenendo di aver “interessato della vicenda anche l’avvocato palermitano” oggi vicepresidente della Regione.

E Armao, in un’intercettazione, racconta al cliente di aver cercato Brandara (all’epoca segretaria di Lo Bello alle Attività produttive), ma senza successo. “Domani torniamo all’assalto, va bene?”. Lei risponderà, secondo il racconto dell’avvocato, a un sms: "Le ho mandato un messaggio…e ora atterrando mi è arrivato un messaggio... mi ha detto: “scusa non ho potuto provvedere sono stata tutto il giorno in Presidenza ti chiamo domani”…". Poco dopo, nonostante l’assessore Lo Bello definisse il riottoso funzionario della Crias "uno che non ascolta nessuno", dalle Attività produttive arriva la sospensione della revoca del finanziamento. E nel novembre 2017, poco dopo le elezioni, Ferrara ricontatta Guida per avere notizie sulla pratica dell’azienda Tas di Sinatra. "Saprai bene... tra poco si insedia un assessore... attaccato a sta vicenda... lo sai no? "Brandara, pochi giorni prima, è riconfermata al vertice di Ias.

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