Sui corpi dei migranti i segni delle torture, Bartolo: "Picchiati dalla Guardia costiera libica"

Quando la Mare Jonio è approdata sull'isola gli immigranti si sono abbracciati in segno di liberazione

La Mare Jonio a Lampedusa

Quando la nave Mare Jonio è approdata a Lampedusa, i migranti si sono abbracciati tra di loro, coinvolgendo anche i soccorritori. Le immagini hanno fatto il giro di ogni dove. Su degli scogli di Lampedusa un messaggio chiaro: “Aprite i porti”. Parte dell’isola era con loro, i migranti della Mare Jonio.

Indagato il comandante della nave Ong "Mare Jonio"

Gli immigrati sono arrivati nell'hotspot a bordo di ambulanze e mezzi delle forze dell'ordine, avvolti nelle coperte termiche: da qui in poi conosceranno il loro destino. Sui loro corpi i segni di una vita che hanno tentato di cambiare, scegliendo di salire a bordo di una imbarcazione sperando in futuro migliore. Parlano a denti stretti delle loro disavventure. Uno di loro, secondo quanto fa sapere l’Ansa, ha raccontato di avere attraversato con i barconi il Canale di Sicilia ben cinque volte e ogni volta è stato rispedito in Libia e ha mostrato i segni sul corpo per i maltrattamenti subiti nei campi libici".

Al via gli interrogatori: i magistrati sentiranno i componenti dell'equipaggio 

"Pensare che la Libia sia un porto sicuro e riconosciuto dall'Italia e dall'Ue è un'ipocrisia" - ha fatto sapere il medico Pietro Bartolo, che ha verificato le condizioni di salute dei migranti.

"Abbiamo visto come la Guardia costiera libica tratta queste persone quando le ricupera - aggiunge il medico - Una parte li lascia in mare, una parte li scuote in mare come se fossero cimici e poi li picchia quando li mette a bordo. Questo non è rispettoso dei diritti umani". Per il medico i migranti "vogliono solo sopravvivere e noi glielo dobbiamo permettere, il Mediterraneo deve tornare ad essere mare di vita non un cimitero".

"Sono bravi ragazzi, educati e pacati", dicono dal centro dove la situazione è tranquilla. Non si sa quando lasceranno la struttura di contrada Imbriacola, anche perché le condizioni meteo-marine a Lampedusa non sono buone, anzi peggiorano.

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 I 50 migranti hanno cominciato ad essere ascoltati da agenti della squadra mobile di Agrigento presenti sempre nella struttura di contrada Imbriacola a Lampedusa. Qualcuno avrebbe raccontato della sua vita, del suo vissuto nei campi libici in attesa di salpare per l'Italia. Inevitabili le domande, dei poliziotti, anche sul momento del soccorso da parte dell'equipaggio della "Mare Jonio". Non trapelano però indiscrezioni.

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