Manifestazione "No Triv", fischi per il deputato Sodano

Alcuni attivisti di sinistra hanno contestato la sua presenza sul palco conclusivo, l'accusa è rivolta al Governo nazionale, "reo" di non aver bloccato le trivellazioni

I fischi e gli insulti sono durati poco, e, a pronunciarli, è stato un gruppo ristretto di attivisti, ma tanto è bastato per far accendere "il caso". Al comizio finale della marcia svoltasi stamattina a Licata per protestare contro i progetti di trivellazione nel mare dinnanzi alle province di Agrigento e Gela, c'è stato qualche momento di tensione quando a prendere il microfono è stato il deputato nazionale del Movimento 5 Stelle Michele Sodano, il quale ha subito tenuto a precisare che le campagne di ricerca di idrocarburi tanto contestate sono state autorizzate dai governi precedenti. Tanto non è bastato per calmare alcuni attivisti di sinistra, che hanno iniziato ad insultarlo e ad invitarlo a "vergognarsi", attribuendo responsabilità dirette alle attività di trivellazione anche al Governo giallo-verde. Sodano non si è scomposto, ha detto che non ritiene di aver nulla di cui vergognarsi e ha aggiunto che si trovava sul palco "senza bandiere" e di aver finora "lottato per fermare le trivellazioni qui e in tutta Italia". La contestazione è durata ancora qualche secondo, finché non sono stati altri attivisti, forse questi del Movimento 5 Stelle a rispondere alle accuse e a chiedere ad un noto agrigentino, che si è reso "l'anima della protesta", di togliere la bandiera che recava con sè, quella del Partito Comunista. La situazione si è ricomposta quasi subito.

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