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La piscina comunale di Sciacca

La piscina comunale di Sciacca

La mappa delle "incompiute" note in provincia di Agrigento

Anche se stavolta la Sicilia quasi "rischia" di non intestarsi un primato negativo, la provincia agrigentina, seppure abituata ai record "tristi", non sembra cavarsela meglio delle corregionali. E il dato, secondo quanto riferito dal viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, sarebbe destinato "a crescere mensilmente". Ma si aprono nuovi scenari per investimenti privati

Al Lazio la “maglia nera”, la Sicilia è “solo terza”. Stiamo parlando delle opere incompiute, le quali sono state stimate e restituite in cifre un paio di giorni fa nel corso di un convegno romano (organizzato dal ministero delle Infrastrutture, dalla Conferenza delle Regioni e dall'Istituto per l'innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale -Itaca) che proprio sul tema verteva.

Una volta tanto, quindi, non siamo proprio i peggiori. E anche se stavolta la Sicilia quasi “rischia” di non intestarsi un primato negativo, la provincia agrigentina, seppure abituata ai record “tristi”, non sembra cavarsela meglio delle corregionali.

Secondo i dati diffusi e commentati anche dal viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, l’Isola è perciò terza dopo Lazio (83 opere pubbliche non complete) e Sardegna (68 incompiute), con le sue 67 infrastrutture “ferme con le quattro frecce”, per citare il ben noto inviato di “Striscia”.

E il dato, secondo quanto riferito dallo stesso Nencini, sarebbe destinato “a crescere mensilmente”: la legge che obbliga al censimento è, infatti, solo del 2011, mentre il conteggio è partito a fine 2013.

NUOVI SCENARI PER INTERVENTI DI PRIVATI - Ma potrebbero aprirsi nuovi scenari, possibilità di investimento per i privati. Mancando all'appello diverse infrastrutture, per il ritardo delle amministrazioni nel comunicarle, è chiaro il bisogno di un intervento normativo che sblocchi fondi e inviti gli imprenditori a investire dove il pubblico ha fallito. Per questo il ministero delle Infrastrutture sta valutando un bonus fiscale a favore delle imprese che prenderanno in carico la costruzione delle opere pubbliche incompiute e un intervento legislativo ad hoc. E qui entrerebbe in gioco una grande possibilità per calamitare l’interesse del privato: cambiare la destinazione d'uso dell'opera incompiuta.


LA SITUAZIONE IN PROVINCIA - Per la provincia agrigentina i comuni interessati in atto sarebbero Sciacca, Licata, Cianciana, Calamonaci, Cattolica Eraclea e Porto Empedocle. Per quest’ultima i lavori non riguardano il Comune, ma il Consorzio Asi, ente notoriamente in liquidazione.

A Sciacca tra i dati raccolti e riferiti al 2013 (ma pubblicati a luglio 2014, quindi magari soggetti a variazioni), si parla del completamento della piscina comunale i cui lavori sono stati eseguiti al 50 per cento e per la quale servono ancora 1milione 181mila 500 euro. L’opera in questo caso è fruibile e scene può fare un uso ridimensionato.

A Cianciana servono ancora oltre 219mila euro per ultimare il campo da tennis con annesso campo di calcetto i cui lavori sono fermi al 29,31 per cento.

 Su Licata invece si tratta del completamento di una parte di un’area a verde attrezzato e del collegamento viario con il Rione Fondachello per i quali servono ancora 600 mila euro per completare il 17 per cento di quanto si deve realizzare. Ma si parla anche della copertura della piscina comunale e di altri locali, quali gli spogliatoi, il ovale bar etc: i lavori, quasi al 58 per cento, per essere completati necessitano ancora di 700 mila euro.

Sono invece oltre 900mila gli euro che servono per completare le opere di urbanizzazione secondaria nel Peep (il Piano di edilizia economica popolare) di contrada Safarello in cui insistono campi polivalenti, tribune, spogliatoi, e dove occorre anche la realizzazione di parcheggi e sistemazione dell’area a verde: i lavori qui sono eseguiti quasi al 39 per cento.

Spostandosi a Cattolica Eraclea, richiedono un impiego di 150 mila euro, invece i lavori relativi alla condotta fognaria esterna, in parte spezzata, e all’impianto di depurazione non in esercizio: le opere sono ferme al 74,81 per cento.

A Calamonaci 650mila euro sono necessari per la strada di penetrazione agricola Pozzillo, si tratta del primo stralcio per cui ci si è fermati al 54,38per cento. Ma anche della strada agricola ex Consortile per Villafranca: ferma al 42 per cento, occorrono altri 900 mila euro.

A Porto Empedocle 8 milioni e 960mila euro necessitano perchè l’IRSAP (Consorzio ASI di Agrigento in liquidazione Gestione Separata IRSAP) porti  atermane i lavori (fermi all’11per cento) dell’asse stradale per il miglioramento della viabilità della direttrice costiera est-ovest della Sicilia e dell'accessibilità al porto di Porto Empedocle, nonché il completamento dell'asse viario a servizio delle aree industriali, portuali e turistiche marinare.

Occorrono,  invece, 1milione 390mila euro circa per completare i lavori di costruzione della strada di accesso all'agglomerato industriale di Porto Empedocle attraverso il centro abitato e di raccordo alla viabilità statale di servizio, lato Realmonte: qui le opere sono ferme al 27 per cento.

FACCIAMO DUE CONTI - La situazione non è delle più rosee, però, visto che per l’intera Penisola servirebbe trovare ancora 1.500 milioni di euro: solo per la Sicilia, anche in questo terza, ne servirebbero 98 in totale: 15 milioni 650 mila euro circa solo per le incompiute agrigentine rese note. E l'elenco, come anticipato, potrebbe essere ancora più lungo.

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