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Manoscritti messi all'asta da un privato e dizionario in vendita in libreria: due inchieste riportano alla Lucchesiana i volumi rubati

Gli antichi volumi sono stati recuperati e restituiti alla biblioteca dal nucleo carabinieri Tutela del patrimonio culturale di Palermo e dalla compagnia dell'Arma di Canicattì

Due manoscritti erano stati messi all'asta da un privato. Il dizionario era in vendita invece in una libreria catanese. E' merito di due diverse indagini sviluppate dal nucleo carabinieri Tutela del patrimonio culturale di Palermo e dalla compagnia dell'Arma di Canicattì se i beni bibliografici sono stati recuperati e restituiti, stamani, alla biblioteca Lucchesiana di Agrigento, con il suo direttore don Angelo Chillura. A farlo è stato il comandante del gruppo per la Tutela del patrimonio culturale (Tpc): il tenente colonnello Alfio Gullotta.

Alla cerimonia hanno preso parte anche l'arcivescovo di Agrigento: Alessandro Damiano; il direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, Roberto Sciarratta e l’esperta bibliotecaria-archivista, Giovanna Loiacono. Per l’Arma dei carabinieri sono stati presenti invece il comandante provinciale di Agrigento: il colonnello Vittorio Stingo; il comandante del gruppo carabinieri Tpc di Roma, tenente colonnello Alfio Gullotta; il comandante del nucleo Toc di Palermo: maggiore Gianluigi Marmora e il comandante della compagnia di Canicattì: maggiore Luigi Pacifico.

I volumi spariti tornano a casa, il direttore della biblioteca Lucchesiana: "Siamo custodi di una preziosa eredità"

Una prima  indagine, che ha beneficiato della collaborazione avviata da anni dal comando Tpc – sezione esteri del reparto Operativo con la casa d’aste londinese “Christie’s”, ha permesso di ritrovare due manoscritti che un privato intendeva vendere all’asta. Si tratta di: Sallustio, “Bellum Catilinarium et Bellum Lugurthium”, miniato su pergamena, Firenze 1440 – 1450; e di Pseudo-Cicerone, “Ars Nova”, su pergamena firmato da Bonaccorso da Pesaro, Firenze 1435. I due volumi, rari e di pregio, sono riconducibili alla biblioteca Lucchesiana di Agrigento dalle firme e dai timbri “Ex bibliotheca Andreae Lucchese” apposti da Andrea Lucchesi Palli, vescovo di Agrigento dal 1755 al 1768. Egli donò la sua biblioteca personale alla città, attraverso atti pubblici che attestavano l’inalienabilità della raccolta e che indicavano la scomunica come pena per chi avesse donato o venduto i manoscritti. Dopo la denuncia presentata dal direttore della biblioteca Lucchesiana di Agrigento, gli approfondimenti e la diplomazia culturale condotta dalla sezione esteri del reparto Operativo Tpc, hanno indotto il detentore a consegnare i due preziosi volumi. 

La seconda indagine ha avuto origine da una denuncia presentata dalla direzione della biblioteca Lucchesiana per una foto, apparsa sul web, di un libro antico denominato “Dizionario siciliano italiano latino del P. Michele Del Bono della Compagnia di Gesù, dedicato al Sig. Principe di Campo Fiorito”, oggetto di furto e in vendita presso una libreria catanese. Il nucleo Tpc di Palermo e il comando compagnia carabinieri di Canicattì hanno sequestrato d’iniziativa il dizionario, composto da tre volumi, che è poi stato restituito alla biblioteca Lucchesiana.

Queste operazioni - è stato reso noto stamani - sono frutto della proficua cooperazione, consolidata nel tempo, tra il nucleo Tpcdi Palermo, l'Arma territoriale di Agrigento e la direzione della biblioteca Lucchesiana di Agrigento che ha permesso, ancora una volta, la restituzione alla collettività di opere che ne costituiscono l'identità locale.

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