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L'unione dei precari della Giustizia scende in piazza

In tre mesi di attività, i tirocinanti hanno dato un importante contributo all’amministrazione giudiziaria soffocata dalle carenze di organico e dal costante aumento di lavoro, affiancando i funzionari giudiziari nelle varie cancellerie e acquisendo una buona professionalità che adesso non va dispersa

L’unione precari della Giustizia scenderà in piazza mercoledì 23 ottobre per sostenere l'approdo nelle commissioni parlamentari di un emendamento alla legge di stabilità che, se approvato, potrebbe consentire a 3400 tirocinanti presso gli uffici giudiziari d’Italia, di trasformare il loro tirocinio in un contratto di lavoro a tempo determinato.

In tre mesi di attività, i tirocinanti hanno dato un importante contributo all’amministrazione giudiziaria soffocata dalle carenze di organico e dal costante aumento di lavoro, affiancando i funzionari giudiziari nelle varie cancellerie e acquisendo una buona professionalità che adesso non va dispersa. Anche i presidenti delle Corti di Appello e dei Tribunali ospitanti i tirocinanti hanno inviato al Ministero della Giustizia il loro parere favorevole alla prosecuzione del rapporto formativo e della sua trasformazione in altra forma di collaborazione seppur a tempo determinato.
Il tribunale di Agrigento si avvale dell’attività di undici tirocinanti.

“Siamo vicini ai colleghi che manifesteranno a Roma – spiegano gli agrigentini Calogero Alfano e Caterina Labbruzzo - e ci auguriamo che il nostro appello venga recepito dai deputati nazionali e dal Governo  affinché si trovi una soluzione che possa garantire a noi una stabilità lavorativa, e al Tribunale un supporto alle attività di cancelleria”. 

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