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Sciopero generale sindacati:  Manifestazione contro  il silenzio del Governo-2

Sciopero generale sindacati: Manifestazione contro il silenzio del Governo-2

Sciopero generale sindacati: Manifestazione contro il silenzio del Governo

"La manovra del governo Monti non è equa, crea nuova disoccupazione"

"Il decreto 'salva Italia', noi lo chiamiamo 'affonda Italia'", afferma Salvatore Montalbano, segretario generale della Cisl di Agrigento. Ieri l'incontro tra il premier Mario Monti e i segretari nazionali delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, per cercare un confronto e un dialogo tra le parti. Oggi lo sciopero generale di 3 ore, "perchè a nulla è servito presentare le modifiche al decreto 4/12/11". Ascoltate, ma non corrisposte le proposte dei sindacati, ai quali Monti rivolge un secco "no".

Agrigento partecipa allo sciopero. Davanti alla Prefettura, in piazza Aldo Moro, un sit-in di protesta ha animato qualche ora di questo lunedì mattina, con tante bandiere e una piccola folla. "Chi ha di più deve pagare di più a iniziare da chi non ha mai pagato", lo slogan della protesta. Le misure varate dal nuovo governo tecnico non piacciono ai sindacati, i quali si iniziano a rendere conto che quella manovra "lacrime e sangue" sta per essere attuata, e dove la parola "equità", a quanto pare significa nient'altro che tasse e tagli facili. "Una finanziaria fatta dai banchieri - afferma Mariella Lo Bello, segretario provinciale Cgil - che cerca di salvare l'Italia e l'Europa affossando gli italiani e gli europei, soprattutto i siciliani e gli agrigentini. Trovare i soldi per questa finanziaria non è difficile, basta semplicemente fare pagare chi non ha pagato, fare pagare di più chi finora ha pagato troppo poco".    

"Questo decreto
- continua Montalbano - non è nella prospettiva di venire incontro alla famiglia, ai pensionati, al pubblico impiego. Noi pensiamo che si possono trovare i soldi e quindi indicizzare le pensioni, venire incontro per la prima casa alle famiglie numerose, a quelle che hanno un prestito, che sono in mobilità, che sono disoccupate. Tutto questo si può fare combattendo l'evasione fiscale, gli sprechi, i costi della politica, i privilegi. Abbiamo invitato a partecipare i nostri parlamentari, per invitarli a sposare le nostre modifiche. Invito inascoltato, nessuno si è fatto sentire perchè i privilegi non devo essere toccati".  

Cosa chiedono dunque i sindacati in questa protesta? L'indicizzazione per le pensioni medio-basse; età pensionabile pari a 40 anni senza penalizzazioni; tutela di tutti i lavoratori che andranno in mobilità e quelli in attività usuranti; riforma degli ammortizzatori sociali; patrimoniale e tassazione sui capitali scudati; diversa regolamentazione dell'imposta sulla casa, che sia progressiva e che una quota del gettito vada ai Comuni.

"Si era parlato - dichiara Aldo Broccio, segretario generale Uil di Agrigento - di rigore ed equità, ma noi equità non ne vediamo. In questo momento vediamo solo che vengono poste in essere nuove tasse, tagli che nessuno vede. Già il governatore della Sicilia ha annunciato che interverrà innnalzando l'addizionale Irpef, stessa cosa ha dichiarato il sindaco di Agrigento. Tutto questo incide in maniere significativa e violenta sugli stipendi, sulle pensioni, sui disoccupati. Siamo allo sfacelo." 

Domani continua la protesta a Roma. Le rappresentanze delle organizzazioni sindacali di Agrigento saranno presenti con le bandiere, manifestando sotto le sedi del Parlamento.

In allegato il testo del decreto-legge: https://www.dirpresidi.org/download/article/447/DECRETO-MANOVRA-6-DICEMBRE-IN-GAZZETTA.pdf

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