L'altra faccia del Mandorlo in Fiore, Mandracchia: "Unione d'intenti tra i gruppi locali"

Negli anni passati, qualche querelle, ha rischiato di mettere a repentaglio la regolare partecipazione della categoria

Filippo Mandracchia

Manca sempre meno all’avvio dell’edizione 2020 del Mandorlo in fiore. Gruppi folk di ogni dove, macchina organizzativa che entra più che mai nel vivo e antiche tradizioni popolari. L’altra faccia del Mandorlo è quella vissuta dai gruppi folk locali. Agrigentini che amano ballare e che hanno scelto di intraprendere una tradizione folcloristica.

Dietro la sfilata dei gruppi folk locali, mesi di preparazione per poi andare in scena. Negli anni passati, qualche querelle, ha rischiato di mettere a repentaglio la partecipazione dei gruppi agrigentini. Quest’anno, però, tutto sembrerebbe andare per il verso giusto. Abbiamo intervistato Filippo Mandracchia, tra i volti rappresentativi del Mandorlo in Fiore. Lui ed il suo gruppo Fiori del Mandorlo, sono pronti a ballare per le vie della città. "Che Mandorlo dobbiamo aspettarci? Purtroppo i gruppi della Cina, come sappiamo, non ci saranno. Questo ovviamente dispiace - dice Mandracchia ad AgrigentoNotizie. Io credo che sarà un Mandorlo in fiore molto valido. Soprattutto sotto l’aspetto artistico, ci sarà molto da vedere".

Cosa vuol dire per i gruppi folk locali, sfilare per le vie della città? "E’ una delle occasioni più belle, soprattutto per i giovani, danno la dimostrazione di quanto lavoro fatto e della loro passione. Noi rappresentiamo la Sicilia, ma anche Agrigento, in giro per il mondo. Lavoro e sacrifici vengono ripagati dai sorrisi della gente. Il momento più bello? Senza dubbio la fiaccolata dell’amicizia è una grande emozione. Le lunghissime sfilate sono i momenti dove i ragazzi vivono insieme ad altri gruppi, sono attimi di vita reale molto belli".

- Per i gruppi folk locali, è una kermesse senza polemiche? 

"Mi piace dire che l’amore non è bello se non è litigarello. Si deve cercare di coinvolgere di più chi opera e lavora tutto l’anno. Lavorando in sinergia si raggiunge un equlibio tale che la polemica viene sotterrata. Sono in questo modo il Mandorlo può assumere caratteristiche internazionali. Non è bello che qualcuno parli male della sagr. Dobbiamo lavorare in sinergia. Non esistono matrimoni, uso questa similitudine, dove tutti gli invitati parlano bene del menù. Però… lavorando insieme si può. Se una sagra è di valore i gruppi non devono essere giudicati in tre minuti. Il gruppo deve essere giudicato a 360 gradi". 

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