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Mancata adozione e trasmissione di atti: Girgenti Acque dovrà pagare 190mila euro all'Ati

La decisione è da parte del Cgars, che ha comunque ricalcolato gli importi chiesti nel lontano 2010, che ammontavano ad oltre 350mila euro

Mancata adozione di atti e provvedimenti connessi alla corretta gestione del servizio idrico, la Girgenti Acque dovrà pagare oltre 190mila euro di penali all'Ato Idrico anche se, in origine, la "bolletta" sarebbe dovuta essere molto più salata.

Nei giorni scorsi, infatti, il Cga per la Regione Sicilia ha parzialmente accolto il ricorso persentato dal gestore, il quale chiedeva l'annullamento di richieste di penali per quasi 400mila euro avanzate nel 2010 dall'Ambito idrico, adducendo, tra le altre, una giustificazione che è un po' un "cavallo di battaglia" di questi anni, cioè la parziale e ritardata consegna di reti, impianti e sorgenti connesse alla "resistenza" dei comuni che hanno continuato a gestire la risorsa idrica in modo diretto e la sostanziale incapacità di Ati e Regione di far applicare le regole del contratto. Il principio legale che si è provato ad applicare è quello del “inadimplenti non est adimplendum", ovvero, all'inadempiente non è dovuto l'adempimento.

Se già in una prima fase la penale era stata ridotta a "soli" 214mila euro, adesso il Cgars certifica invece un importo leggermente minore, pur respingendo ogni "scusa" rispetto agli obblighi non adempiuti o adempiuti in ritardo di alcuni mesi dalla sottoscrizione del contratto. Lunga la lista: si va dalla consegna e adozione dei piani di verifica delle acque potabili, passando per i piani di gestione delle interruzioni del servizio, all'inventario dei beni, l'adozione del sistema di qualità eccetera.

Rispetto alle obiezioni connesse ai ritardi della parte pubblica, il Cgars è netto. Se ammette che "il ritardo ed il frazionamento nella consegna (e addirittura in certi casi la mancata consegna da parte di alcuni dei comuni) sono stati chiaramente fonte di significative ripercussioni sul programma di adempimenti in capo alla concessionaria finalizzati alla redazione dell’inventario dei beni in gestione, considerato che dopo sei mesi dalla sottoscrizione della convenzione ad aver consegnato gli impianti erano stati solo sei comuni, divenuti 18 dopo un anno, ma in alcuni casi con consegna parziale", dall'altro respinge la richiesta di constatare l'indempimento del Consorzio che avrebbe appunto "schermato" la Girgenti Acque dai propri obblighi, ritenendo che "la controversia ha ad oggetto non il complesso delle obbligazioni scaturite dal rapporto di concessione (nel qual caso potrebbero venire in rilievo le interferenze sul piano economico finanziario scaturite dalla parziale, ed in alcuni casi omessa, consegna degli impianti, come riferito dal verificatore alle pag. 9/11 della relazione, in risposta al terzo quesito), ma il ritardo nella consegna di elaborati il cui obbligo scaturiva dalla sottoscrizione della convenzione, indipendentemente dalla consistenza delle reti ed impianti consegnati, e che ben potevano essere redatti e trasmessi, via via, al Consorzio".

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