Cronaca

"Coltello alla gola della compagna per non farla uscire da casa", 41enne a giudizio

L'uomo è accusato di maltrattamenti e stalking: la donna sarebbe stata minacciata di morte, inseguita e perseguitata

Coltello puntato in fronte per costringerla a non lasciare la casa, inseguimenti, insulti e minacce di morte. Un clima di vessazioni e violenze andato avanti per oltre un anno, fino alla decisione della presunta vittima di denunciare il suo aguzzino.

Il quarantunenne Cristian Poni finisce adesso a processo con le accuse di maltrattamenti aggravati e stalking. Il processo, in seguito alla decisione del gip di disporre il giudizio immediato, come chiesto dal pubblico ministero Elenia Manno, è iniziato davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Alfonso Malato.

La presunta vittima si costituirà parte civile con l'assistenza dell'avvocato Antonio Provenzani. Il procedimento, tuttavia, sarà incardinato il 2 dicembre: il collegio, su richiesta del legale dell'imputato, l'avvocato Samantha Borsellino, ha disposto un rinvio per ragioni difensive visto che la nomina risale a pochi giorni addietro.

Poni, fra il maggio del 2019 e il luglio del 2020, avrebbe maltrattato la compagna insultandola e minacciandola con la finalità, soprattutto, di impedirle di andare via dall'abitazione. In una circostanza sarebbe stata minacciata pure con un coltello puntato all'altezza della fronte. 

La presunta vittima, inoltre, sarebbe stata minacciata di morte, tramite messaggi, perchè Poni temeva che potesse instaurare un'altra relazione. 

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