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Giovedì, 23 Maggio 2024
Violenze domestiche / Porto Empedocle

"Picchia e minaccia la sorella minorenne per costringerla a dargli soldi e badare ai suoi figli": 27enne rischia il processo

Notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari: "Pagami il telefonino altrimenti sei morta...e puoi chiamare pure l'Esercito"

Minaccia e picchia la sorella per costringerla a dargli soldi, pagargli il telefono e accudire i propri figli in modo da potere avere del tempo libero da trascorrere con la sua compagna.

Un ventisettenne di Favara - M.C-L.- rischia adesso di finire a processo per l'accusa di maltrattamenti aggravati. Il pubblico ministero Maria Barbara Grazia Cifalinò gli ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

L'indagato, che ha nominato come difensore l'avvocato Daniele Re, è accusato di avere vessato la sorella di dieci anni più giovane e, quindi, minorenne, dall'aprile al dicembre scorsi costringendola a "penose condizioni di vita".

Il giovane avrebbe assunto comportamenti scontrosi e autoritari per costringere la ragazza a dargli soldi e prestare cura ai suoi figli in modo da avere la possibilità di uscire senza la preoccupazione di occuparsene.

La ragazza, secondo l'accusa, avrebbe provato a fuggire in una comunità venendo, invece, bloccata e sbattuta con violenza contro lo sportello dell'auto per obbligarla a rientrare a casa.

Quando la sorella riuscì a scappare avrebbe continuato a minacciarla con un messaggio WhatsApp in cui le chiedeva di pagargli il telefonino minacciando che l'avrebbe uccisa. "Vedi di pagarmi il telefonino sennò sei morta... puoi chiamare pure l'Esercito".

Ancora: "Ti scanno... meglio se mi dai sto ca... di telefonino se vuoi restare viva e in pace".

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