Maltrattamenti alla moglie prima dei ricatti hard, assolto trentenne

L'uomo, che dovrà essere processato per l'accusa di avere pubblicato su facebook foto di sesso con la donna, è stato scagionato dall'accusa di averla vessata

Ricatti sessuali attraverso Facebook e maltrattamenti. Nell'attesa che parta il primo processo, bloccato da alcuni mesi per un problema nell'assegnazione del giudice dopo il rinvio a giudizio, il trentacinquenne, che per questi fatti divenne pure latitante e fuggì in Spagna sottraendosi alla misura cautelare, ottiene l'assoluzione dall'accusa di avere picchiato e vessato la moglie che lo aveva perdonato ritirando la querela. "Il fatto non sussiste", secondo il giudice monocratico Fulvia Veneziano che ha accolto le tesi del difensore, l'avvocato Alba Raguccia, secondo la quale "non era stata mai raggiunta la prova dei maltrattamenti ma solo di semplici dissidi familiari".

Il pubblico ministero, invece, aveva chiesto la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. La circostanza che la donna avesse ritirato la querela rendeva ininfluente la prosecuzione del processo visto che si tratta di reati perseguibili di ufficio e peraltro la sua testimonianza era stata conclusa prima della rappacificazione. Il trentenne è stato rinviato a giudizio pure per le accuse di stalking, diffamazione e violazione della legge sulla privacy. In particolare avrebbe perseguitato l’ex moglie pubblicando su Facebook foto porno in cui era immortalata in scene di sesso orale. Per incuterle ancora più timore le avrebbe fatto sapere che sarebbe stato inutile cancellare i vari profili perché “non ci voleva niente a crearne altri”: la donna non faceva neppure in tempo a far sparire profili a suo nome sul social network più famoso al mondo che ne comparivano altri dove era immortalata a praticare sesso orale con l’uomo che un tempo era suo marito e che, in seguito, era diventato - sostiene l'accusa - il suo stalker.

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