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Corte di appello

Pugni alla moglie per gelosia, la donna lo perdona: revocata la sorveglianza speciale

I giudici cancellano il provvedimento ritenendo che sia venuta meno la pericolosità sociale

Accusato di avere picchiato ripetutamente la moglie per gelosia, colpendola con schiaffi e pugni, dopo l'arresto si rappacifica con la donna e i giudici gli revocano pure la sorveglianza speciale.

La quinta sezione misure di prevenzione della Corte di appello di Palermo, presieduta da Giacomo Montalbano, ha cancellato il provvedimento che era stato inflitto in primo grado a Carmelo Pedalino, 51 anni, di Agrigento, che gli imponeva delle restrizioni della libertà, per la durata di un anno, quali l'obbligo di rientrare a casa negli orari serali, non frequentare pregiudicati e rendersi sempre reperibile alle forze dell'ordine.

Nei suoi confronti, tuttavia, non era stata decisa l'applicazione dell'obbligo di dimora nel comune di residenza. La vicenda giudiziaria per la quale era stato ritenuto socialmente pericoloso scaturisce dall'accusa di maltrattamenti ai danni della moglie che lo aveva denunciato sostenendo di essere stata ripetutamente picchiata con schiaffi e pugni per motivi di gelosia. Dalle querele erano partite le indagini e le misure cautelari: prima il divieto di avvicinamento e poi, in seguito ad alcune contestazioni, gli arresti domiciliari. Come ulteriore appendice gli era stata applicata la sorveglianza speciale.

Nei mesi scorsi, tuttavia, i due si sono rappacificati e, anche alla luce di questo, la misura cautelare dei domiciliari è stata attenuata col semplice obbligo di firma. Adesso la Corte di appello - sezione misure di prevenzione -, accogliendo il ricorso del difensore, l'avvocato Teresa Alba Raguccia, ha revocato la sorveglianza. 

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