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Violenze domestiche

Moglie registra le aggressioni: condannato edicolante

La donna sarebbe stata minacciata e percossa: "T’appizzu u cuteddru cca". Il giudice infligge un anno e 4 mesi di reclusione

Un anno e quattro mesi di reclusione per l'accusa di maltrattamenti. Sono stati inflitti dal giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Manfredi Coffari, a un commerciante accusato di avere ripetutamente aggredito e minacciato la moglie.

La donna, secondo la ricostruzione dei fatti, avrebbe registrato di nascosto una delle tante aggressioni consegnando la prova al momento della denuncia. Nel nastro si sentono insulti, minacce e rivendicazioni di varia natura particolarmente aggressive e offensive.

A un certo punto smette di parlare e si sentono dei colpi violenti, forse dei calci o dei pugni. La minaccia è perentoria: “T’appizzu u cuteddru cca”. La donna ha denunciato tutto e per il marito, Gaetano Matutino, quarantaseienne titolare di un’edicola al viale delle Dune, a San Leone, è stata decisa la condanna al termine di un complesso e articolato dibattimento.

L’imputato, difeso dall’avvocato Daniela Posante, è stato riconosciuto colpevole dell’accusa di maltrattamenti. L’ex moglie, che ha raccolto le prove delle presunte violenze registrando con il telefonino, si è invece costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Salvatore Pennica e otterrà il risarcimento dei danni.

Matutino avrebbe picchiato ripetutamente la moglie con la quale erano sorti dei contrasti legati alla vita matrimoniale. Nella registrazione, che secondo l’accusa proverebbe i maltrattamenti, si sentono soprattutto insulti indirizzati alla donna e ai suoi familiari, minacce di morte e rumori di colpi, forse le percosse che la moglie ha raccontato di aver subito a lungo durante la vita coniugale. 

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