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"Scaraventò la compagna contro il muro e tentò di strangolarla", manca la querela: prosciolto 40enne

Agostino Bianchi era accusato di maltrattamenti ma, secondo il giudice, si è trattato di lesioni e, in assenza della denuncia, non si può procedere

Non si è trattato di maltrattamenti in famiglia ma di lesioni e, mancando la querela, non è possibile procedere. Queste le decisioni del giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Giuseppa Zampino, nei confronti di Agostino Bianchi, 41 anni, di Agrigento, finito a processo con l'accusa di avere vessato e picchiato la compagna per anni.

L'imputato, difeso dall'avvocato Davide Casà, a partire dal 2010, l'avrebbe sottoposta a una serie di vessazioni. In particolare, secondo quanto ipotizza l'accusa, l'avrebbe ripetutamente insultata e minacciata di morte, anche usando un coltello, "limitando la sua capacità di autodeterminazione e la libertà di movimento".

Lunga la lista delle presunte violenze subite. La donna, di cinque anni più giovane, sarebbe stata scaraventata contro muri, mobili e per terra, le sarebbero stati tirati i capelli e, in una circostanza, l’imputato avrebbe persino provato a strangolarla con una cintura al collo. E poi ancora calci, pugni e bastonate che le provocarono diverse lesioni. 

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