Alberi sradicati e danni: in tutta la provincia è stata una notte infernale

Oltre alle abbondanti precipitazioni, a provocare principalmente problemi sono state le forti raffiche di vento

Alberi sradicati, danni e allagamenti.  Sono queste, al momento, le prime stime della notte d'inferno che ha vissuto la nostra provincia e larga parte della Sicilia, sferzate da fortissime raffiche di vento e colpite da intense precipitazioni.

Numerose le piante abbattute, anche di grandi dimensioni: un pino tra quelli di via Passeggiata Archeologica, nei pressi della sede dell'Anas è precipitato al suolo un pino di alcuni metri che ha colpito un'autovettura di passaggio, una Fiat Punto. Sul posto sono intervenuti gli uomini dei vigili del fuoco e della sezione volanti della Questura.

La furia del vento ha abbattuto alberi anche al viale della Vittoria, in via Regina Margherita a Ribera, in via Porta di Mare a Favara, in contrada marbello a Casteltermini. La bufera ha anche inclinato diversi pali della Telecom e dell'Enel divelto della segnaletica stradale. Le squadre dei vigili del fuoco di Agrigento e dei vari distaccamenti provinciali, dopo un'intera notte a prestare soccorso, continuano il via vai per mettere in sicurezza e ripristinare anche le condizioni di transitabilità di diverse strade della provincia. Ad accorrere da un capo all'altro della provincia, proprio per alberi caduti, anche la polizia Stradale. 

Ieri sera era stato anche il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, a invitare i propri concittadini a non uscire di casa.

Sono scoppiate, intanto, le polemiche rispetto al sistema di allerta della Protezione civile. In molti si sono chiesti come mai non sia scattato l'allerta. In realtà basta consultare il sito on line del Dipartimento regionale siciliano per scoprire come l'allerta fosse stata proclamata per l'arrivo di forti raffiche di vento, per quanto non fosse state evidenziae condizioni meteo avverse per quanto concerne invece il rischio idrogeologico, cioè quello collegato alle piogge.

I sindaci, quindi, erano già informati di quanto sarebbe accaduto e avrebbero potuto, come avviene ad ogni allerta "gialla" (i colori scattano solo per le precipitazioni) adottare misure a tutela dei cittadini o quantomeno soltanto avvisarli del rischio.

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