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Strade innevate nell'Agrigentino

Strade innevate nell'Agrigentino

Nubifragi e nevicate, 33 Comuni senza un piano di protezione civile

Il dirigente regionale Calogero Foti ha lanciato un'appello ai sindaci a mettersi in regola: "Solo così, nel malaugurato caso dovessero verificarsi ulteriori eventi, il sistema può rispondere tempestivamente"

Prevenzione questa sconosciuta. Le violente ondate di maltempo che recentemente hanno messo in ginocchio il territorio agrigentino, forse, avrebbero recato meno danni se solo i Comuni fossero stati più pronti a fronteggiare l'emergenza. Basti pensare che solo dieci su 43 si sono dotati di un piano di protezione civile, così come previsto dalla legge.

I dieci Comuni in regola sono: Alessandria della Rocca, Campobello di Licata, Canicattì, Licata, Lucca Sicula, San Biagio Platani, Santo Stefano Quisquina, Sciacca, Siculiana e Villafranca Sicula

A lanciare un'appello agli amministratori siciliani è stato il dirigente regionale della Protezione civile, Calogero Foti, che ha invitato tutti i sindaci a dotarsi di un piano di protezione civile o di aggiornare i quelli già esistenti, dal momento che "solo così, nel malaugurato caso dovessero verificarsi ulteriori eventi, il sistema può rispondere tempestivamente ed efficacemente".

I dati, putroppo, parlano chiaro: solo il 46 per cento dei Comuni dell'Isola ha predisposto un piano di protezione civile, condannando la Sicilia al penunltimo posto fra le regioni italiane, subito prima della Campania, con il 39 per cento dei Comuni in regola con il piano di emergenza.

"Voglio ancora una volta richiamare all'attenzione dei sindaci dei 390 comuni dell'Isola - dichiara Foti - su quanto stabilito dalla legge che, istituendo il Servizio nazionale di Protezione civile, individua negli enti locali, i soggetti chiamati a svolgere sul territorio di rispettiva competenza le funzioni fondamentali dell'attività di protezione civile, quali l'attuazione degli interventi di prevenzione, sia di tipo passivo, sia di tipo attivo, delle varie ipotesi di rischio, la predisposizione dei piani comunali di emergenza, la gestione dei primi soccorsi e interventi urgenti, la predisposizione di strutture di emergenza, l'utilizzazione del volontariato".

Questi gli altri 33 Comuni agrigentini non ancora "in regola": Agrigento, Racalmuto, Grotte, Porto Empedocle, Castrofilippo, Bivona, Cammarata, San Giovanni Gemini, Sant'angelo Muxaro, Raffadali, Cianciana, Favara, Realmonte, Aragona, Comitini, Ravanusa, Menfi, Ribera, Calamonaci, Santa Elisabetta, Joppolo Giancaxio, Naro, Palma Di Montechiaro, Camastra, Montallegro, Sambuca Di Sicilia, Cattolica Eraclea, Santa Margherita Belice, Casteltermini, Burgio, Montevago, Caltabellotta, Lampedusa e Linosa.

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