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Cronaca

"Malattia mortale al sangue scambiata per disturbo mentale", cinque medici a giudizio

Il gup Alessandra Vella manda a processo i sanitari imputati della morte di una donna di 53 anni, dimessa con una diagnosi - secondo l'accusa - errata

Malattia del sangue scambiata per problemi psichiatrici: alla paziente sarebbe bastata, sostiene l’accusa, una terapia adeguata per salvarsi e invece la mancata diagnosi l’avrebbe portata alla morte. Cinque medici dell’ospedale San Giovanni di Dio finiscono a processo con l’accusa di omicidio colposo. La decisione di disporre il rinvio a giudizio è del giudice dell’udienza preliminare Alessandra Vella. Il decreto che dispone l’approfondimento dibattimentale arriva dopo una lunga vicenda giudiziaria durante la quale l’inchiesta era stata pure avocata dalla procura generale che aveva chiesto l’archiviazione, negata dal gip che aveva ordinato al pm di chiedere il rinvio a giudizio. La donna, Giuseppina Scicolone, 53 anni, secondo il gip che ne ha disposto l’imputazione coatta, si poteva salvare o, quantomeno, è indispensabile approfondire la questione. Il decesso è avvenuto il 10 aprile di cinque anni fa a distanza di cinque giorni dall'accesso in ospedale dove fu dimessa. 

Morta dopo le dimissioni, cinque medici dal gup

I sintomi riferiti ai medici dell’ospedale e le perdite di sangue dalla bocca, secondo quanto viene ipotizzato, sarebbero stati evidenti e portavano alla diagnosi di granulomatosi di Wegener. Sarebbe stato sufficiente, sempre secondo le imputazioni, iniziare un trattamento per avere “una remissione totale” e, invece, la donna venne mandata in psichiatria perché si pensava che soffrisse di una malattia immaginaria. Il rinvio a giudizio è stato disposto per Antonio Granata, 62 anni; Rosalia Viviana Scarfia, 38 anni; Monica Insalaco, 37 anni; Vittoria De Santis, 54 anni, e Mario Moscato, 47 anni. Granata è il dirigente del reparto di Nefrologia, Scarfia e Insalaco sono medici in servizio nella stessa divisione. De Santis e Moscato, invece, all’epoca dei fatti, il 10 aprile del 2013, erano in servizio al pronto soccorso. La prima udienza del dibattimento è stata fissata per il 12 giugno davanti al giudice monocratico Luisa Turco. I difensori degli imputati (gli avvocati Giusy Katiuscia Amato, Giuseppe Scozzari e Anna Cacciatore) non hanno chiesto riti alternativi e oggi avevano chiesto al giudice di disporre il non luogo a procedere.

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