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Messo in mora per maggiori consumi idrici, Codacons: "Non si paga"

Il giudice di pace ha annullato l'atto del Municipio di Agrigento visto che "il Comune non ha effettuato la lettura dei consumi al momento del passaggio delle consegne a Girgenti Acque, avvenuta nel marzo 2008"

Un altro agrigentino "messo in mora" dal Comune di Agrigento per asseriti "maggiori consumi idrici" riferiti al 2005 non dovrà pagare quanto richiesto. Ad annullare l'atto di costituzione in mora, sancendone l'"infondatezza", è stato il giudice di pace cui si sono rivolti gli avvocati del Codacons, Pierluigi Cappello e Gianluca Camilleri, in difesa dell'utente in questione.

In particolare, accogliendo le tesi dei legali, l'organismo giudicante ha ritenuto che "non avendo il Comune provveduto ad effettuare la lettura dei consumi al momento del passaggio delle consegne a Girgenti Acque, avvenuta nel marzo 2008, non v'è certezza in merito a quale sia l'esatto ammontare dei metri cubi d'acqua effettivamente riferiti ai periodi richiesti dal Comune, ben potendo, detti consumi, essere avvenuti quando il servizio è stato gestito da Girgenti Acque".

Gli avvocati Cappello e Camilleri hanno, con l'esito di questa vicenda, preannunciato di voler "diffidare il Comune affinchè renda pubblico l'ammontare delle somme messe a bilancio a titolo di maggiori consumi idrici negli anni 2005/2008, somme che, per quanto disposto dal giudice di pace, non sono dovute e non costituiscono credito vero ed esigibile e, quindi, finiscono per falsare le risultanze del bilancio comunale".

"Codacons Agrigento invita tutti i contribuenti che hanno ricevuto nei mesi di ottobre e novembre 2015 analogo avviso di messa in mora a non ignorarne il contenuto - si legge in una nota - giacchè costituisce titolo per un’esecuzione coattiva che esporrebbe gli utenti a maggiori esborsi ed a notevoli fastidi. E ricorda che è stato attivato uno specifico sportello nella sede provinciale dell'associazione, in via Imera n. 50, per poter approfondire la questione con i legali".

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