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"Minaccia, perseguita e simula di investire con l'auto alcuni vicini", condannato nipote del boss

Sette mesi di reclusione a Gerlando Massimino, accusato di stalking ai danni anche di due donne - madre e figlia - a loro volta assolte dall'accusa di minaccia

Il giudice monocratico Gianfranca Claudia Infantino ha condannato a sette mesi di reclusione, per l'accusa di stalking, il ventisettenne Gerlando Massimino, nipote del boss Antonio, storico capomafia di Agrigento col quale, lo scorso 5 febbraio, è stato arrestato dopo che i carabinieri li hanno scoperti mentre tentavano di occultare un piccolo arsenale.

In questo processo, Massimino (difeso dall'avvocato Salvatore Pennica) era accusato di avere perseguitato, con insulti, minacce e atteggiamenti vessatori, alcuni vicini di casa, residenti, come lui, a Villaseta. Massimino, in particolare, le avrebbe anche pedinate a bordo di un'auto simulando investimenti mentre si trovavano su un ciclomotore, violando un provvedimento restrittivo del giudice.

I fatti risalgono al periodo a partire dal 2012. Giuseppina Falzone e Ingrid Salemi, madre e figlia, difese dall'avvocato Barbara Garascia, oltre che presunte vittime delle persecuzioni di Massimino, erano anche imputate di minacce nei suoi confronti. Il giudice, però, ha escluso questa ipotesi e le ha assolte. 

Il pm aveva chiesto la condanna a 2 anni per Massimino e l'assoluzione per le due donne. 

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