Interdittiva antimafia a Girgenti Acque, l'Ati: "Accelerata al processo di risoluzione del contratto"

Il presidente ha già convocato, per venerdì, l'assemblea territoriale idrica. Valenti: "Credo che il futuro più logico, ma si tratta di una mia valutazione, è il commissariamento della società"

Firmata l'interdittiva nei confronti della Girgenti Acque le domande che si fanno tutti sono: che succede adesso alla gestione del servizio idrico integrato? Si va verso un commissariamento della società? In realtà al momento nessuno ha una risposta certa. Sicuramente si rimane con gli occhi rivolti verso il Tribunale amministrativo regionale, a cui la società farà ricorso. Ma nel frattempo? 

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"Ieri - spiega ad Agrigentonotizie.it il sindaco di Sciacca Francesca Valenti, presidente dell'Ati, - ho incontrato il prefetto Dario Caputo per fare il punto sulla situazione e avremo a breve un confronto con l'avvocato Mazzarella che sta seguendo la vicenda della risoluzione con il gestore. Inoltre stamattina sto inviando una convocazione dell'assemblea territoriale idrica per venerdì pomeriggio con all'ordine del giorno proprio l'interdittiva".

Cosa le ha detto il prefetto?

"Sua eccellenza attende le determinazioni dell'assemblea Ati. Credo che il futuro più logico, ma si tratta di una mia valutazione, è il commissariamento della società. Ovviamente tutto questo si innesta nel procedimento di risoluzione, che ha un suo percorso che ovviamente l'interdittiva accelera. Noi, come Ati, procederemo così come avevamo già immaginato, anche se non ci è sembrato opportuno portare venerdì entrambe le cose in assemblea. Ad ogni modo va comunque precisato che a prescindere da ogni fatto specifico sarà necessario garantire la gestione del servizio, magari con un commissariamento che ci possa traghettare verso un piano alternativo di gestione".

Ma l'atto di risoluzione è stato già esitato dal direttivo?

"Non ancora, perché il direttivo sta lavorando alla redazione della nuova tariffa, e questo si lega molto alla risoluzione. Prima vogliamo completare questo percorso e poi presentarlo, sempre nella logica della risoluzione".

Le dimissioni del presidente Campione o una rimodulazione delle quote societarie potrebbero essere una "exit strategy" per la società, secondo lei?

"Mi sembra improbabile che ci sia un modo per riprendere la società con altri soggetti. Anche qualora il Tar dovesse accogliere una richiesta di sospensiva, inoltre, ci sono più gradi di giudizio". 

Intanto la Girgenti Acque, così come il presidente Marco Campione rifuggono la stampa, probabilmente in attesa di una linea di difesa formale concordata con gli avvocati.

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Certo è che molti vedono in questa interdittiva l'inizio della fine per una società che, ormai da mesi, sembra una preda ferita e fiaccata.

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