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Gli imprenditori entrano nel carcere "Petrusa"

Gli imprenditori entrano nel carcere "Petrusa"

Agrigento, udienza "Nuova cupola": imprenditori nell'aula bunker del carcere "Petrusa"

Nel corso dell'udienza del processo scaturito dall'operazione antimafia "Nuova cupola", che nel giugno del 2012 portò in carcere "picciotti" e vertici di Cosa nostra agrigentina, sono stati ascoltati diversi testimoni e imprenditori

Non hanno voluto far sentire soli gli imprenditori che hanno testimoniato all'udienza del processo "Nuova cupola". Così stamani, oltre ad avvocati e giornalisti, l'aula bunker del carcere Petrusa di Agrigento aveva tra il pubblico anche numerosi imprenditori agrigentini. C'erano i rappresentanti di "Libero futuro Agrigento" e di "Libero futuro Palermo" (associazione costituitasi parte civile); c'erano i rappresentanti di Confindustria e i ragazzi dell'associazione antiracket "Terranostra contro le mafie".

"Abbiamo voluto manifestare vicinanza ed apprezzamento ai colleghi – spiega Andrea Messina dell'associazione "Libero futuro Agrigento" - che con coraggio hanno detto no alla mafia ed al contempo lanciare un messaggio alla società intera di incoraggiamento alla denuncia". Oltre a Messina, era presente il responsabile regionale della stessa associazione, il palermitano Enrico Colajanni, Azzurra Saviano di Terranostra contro le mafie, Piera Graceffa, Sergio Vella, Fabio Catanzaro e tanti altri imprenditori. 

Nel corso dell'udienza del processo scaturito dall'operazione antimafia "Nuova cupola", che nel giugno del 2012 portò in carcere presunti "picciotti" e vertici di Cosa nostra agrigentina, sono stati ascoltati diversi testimoni e imprenditori, tra cui i fratelli Gerlando e Angelo Russello, vittime di una presunta estorsione, che si sono costituiti parte civile. Tra i teste, anche l'imprenditore di Porto Empedocle Gioacchino Cimino, padre del deputato regionale Michele, al quale il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Rita Fulantelli, ha fatto ricostruire in aula la vicenda legata alla richiesta di un "prestito" ricevuta da Cimino ad opera di uno degli imputati, che in quell'occasione avrebbe detto che a mandarlo era Gerlandino Messina (ai tempi latitante), e il ritrovamento di una testa di coniglio dinnanzi il suo negozio. L'udienza è stata rinviata al 29 gennaio prossimo.

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