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Da sinistra Russotto, Rizzo e Prestia

Da sinistra Russotto, Rizzo e Prestia

Agguato a ristoratore perchè aveva preso per "infame" cognato del boss, chieste due condanne

Il pm Alessandra Russo propone 6 anni e 6 mesi per il collaboratore di giustizia "mancato" Mario Rizzo: "La sua ritrattazione non è credibile". Nove anni e 10 mesi per il cognato Gerlando Russotto

"La ritrattazione di Mario Rizzo non ha alcuna credibilità, ha cambiato versione perchè ha capito che non sarebbe entrato nel programma di protezione e non avrebbe avuto i relativi benefici ma il racconto iniziale è reale, circostanziato e riscontrato dagli altri elementi probatori".

Il pubblico ministero Alessandra Russo non ha dubbi e chiede la condanna dello stesso trentaquattrenne e del cognato Gerlando Russotto, di 3 anni più giovane. Sei anni e sei mesi è la proposta di pena per il primo nei cui confronti il magistrato della Procura ha chiesto di riconoscergli le attenuanti della collaborazione. Nove anni e 10 mesi per Russotto: entrambi furono arrestati il 3 agosto del 2018 dopo che, in sottotetto condominiale, ritenuto riconducibile allo stesso Russotto, Rizzo aveva fatto trovare delle armi che, a suo dire, erano state usate per l'agguato.

La richiesta di condanna è ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato. La vicenda scaturisce dalle rivelazioni di Rizzo, aspirante collaboratore di giustizia per qualche mese prima che venisse bocciata, per la scarsa consistenza delle sue rivelazioni, l'ipotesi dell'inserimento nel programma di protezione. "Mi sono inventato tutto - ha detto in un secondo momento -, a partire dalle accuse contro mio cognato Gerlando Russotto". Il pm, però, non crede alla marcia indietro. 

L’agguato al ristoratore Saverio Sacco, di Porto Empedocle, è avvenuto il 28 aprile del 2017 a Grace Hollogne, in Belgio, dove gli indagati e la vittima (parte civile con l'assistenza dell'avvocato Salvatore Collura) in quel periodo vivevano.

L'avvocato Salvatore Cusumano, legale di Russotto, per l'accusa di avere "isolato" lo stesso Rizzo simulando la dissociazione pubblica della compagna, è finito, peraltro, a processo per favoreggiamento nei confronti del cliente. Vicenda che è stata ricordata, durante la requisitoria dal pm che, comunque, aveva chiesto l'archiviazione.

Rizzo aveva detto di avere sparato a Saverio Sacco - parte civile con l'assistenza dell'avvocato Salvatore Collura - insieme al cognato e all'empedoclino Salvatore Prestia, quest'ultimo cognato del boss Fabrizio Messina. Prestia è sotto processo in Belgio.

Sarebbe stato lui a organizzare l'agguato perchè Sacco, che nelle settimane precedenti era stato fermato dalla polizia con della droga in casa, lo avrebbe descritto come un "infame" che lo aveva accusato agli investigatori belgi. La ritrattazione, successiva alla bocciatura della sua collaborazione, non ha mai convinto gli inquirenti. "Conosco Sacco perchè andavo sempre a mangiare da lui quando ero in Belgio - aveva detto -, ho saputo che gli avevano sparato da altre persone. Lo avevano ferito a una gamba mentre rientrava a casa".

La marcia indietro di Rizzo era stata motivata con la gelosia nei confronti del cognato. "Mi sono inventato questa storia - aveva aggiunto - perchè ero in conflitto con mio cognato. Non voleva che mi mettessi con sua sorella ed è la ragione per cui ho inventato tutto. Sapevo quali erano le modalità dell'agguato perchè me le aveva raccontate Saverio Sacco, era stato lui a dirmi che gli aveva sparato Prestia". 

Il processo, in corso davanti al gup Luisa Turco, è stato aggiornato all'8 marzo per le arringhe dei difensori Salvatore Cusumano e Calogero Lo Giudice.

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